Mentre Kimi ha cominciato il conto alla rovescia verso un titolo Mondiale storico, stanno già spuntando i suoi eredi. Piccoli Antonelli crescono, anche se oggi un’etichetta del genere potrebbe pesare molto sulle spalle di un ragazzo. Immaginatevi poi se quel ragazzo è un bambino o poco più come Niccolò Perico, che i dodici anni li compirà solo il 15 gennaio. Ma se a undici anni sei già entrato nella Junior Academy di Mercedes, hai assistito alle qualifiche del Gp di Monza seduto accanto a Toto Wolff e hai già vinto il tuo primo titolo mondiale, beh non puoi lamentarti della pressione.
Domenica, mentre Kimi veleggiava verso il podio di Singapore, Perico era in pista a Viterbo dove ha conquistato la Fia Karting World Cup nella categoria OK-N. Un successo arrivato vincendo tutte le manche e trionfando in finale con oltre cinque secondi di vantaggio. «Sono molto felice, non ho le parole per descrivere quello che provo», ha detto parlando come un grande. Perché Niccolò non impressiona solo per la velocità. Stupisce per come si comporti già da professionista.
A Monza, prima che un collega di Aci radio lo intervistasse, lui diceva: «Vuoi che riprenda la tua domanda o parto subito con la risposta?». Impressionante. D’altra parte, papà Alessandro, pilota di rally, a tre anni lo ha messo al volante e a sei lo ha piazzato su una Mitsubishi Lancer Evo 6 appositamente modificata. Poteva creare un mostro, ha creato un campioncino soprannominato Nik Dangerous, anche se non guida in modo pericoloso, altrimenti non sarebbe finito sul taccuino di Toto. Corre per Kart Republic con Dino Chiesa, l’uomo che ha cresciuto gente come Hamilton, Rosberg e Antonelli. Un’altra garanzia di serietà.
