Kimi è umano, sbaglia anche lui. Ma è proprio da un errore così, da matita blu perché grave se non addirittura gravissimo, che imparerà qualcosa. Lo ha già fatto capire dalle prime dichiarazioni. Ha compreso di essersi preso un rischio inutile andando a sbattere con l’anteriore sinistra alla prima curva del secondo tentativo in Q1. Con l’astronave che guidava sarebbe arrivato in Q3 ad occhi chiuse e poi rischiare. Ma voleva prendere confidenza dopo che giovedì aveva girato poco per i problemi idraulici che lo avevano fermato. Ora dovrà risalire dalla 16ª posizione («Sono molto arrabbiato, è stato un errore abbastanza inutile che si poteva evitare facilmente»), sempre che la Mercedes non decida di montargli un altro motore nuovo. Risalire come a Monza non sarà semplice. Il suo compagno qui è in forma spaziale (ha rifilato più di 8 decimi a Leclerc) e lui si è infilato in un weekend pieno di guai. Dovrà badare a perdere meno punti possibili, con 81 lunghezze di margine, può permettersi di ragionare.
Sarà la grande occasione di Russell che i muri li ha solo sfiorati e non scattava in pole dall’Austria. Gli altri solo lontanissimi e molto vicini tra loro (Piastri è un millesimo da Leclerc). È stato il venerdì delle resurrezioni: Russell, Leclerc e Piastri che proprio qui un anno fa entrò in quella crisi che lo ha allontanato dal Mondiale. Ecco, Kimi, non pensi a Piastri, resti sereno. Ha ancora il mondo in mano. La Ferrari non può certo essere contenta del secondo posto di Charles, visto il distacco preso. E come se non bastassero i guai in pista ecco arrivare dalle colonne del Times una dichiarazione di Christian Horner: «Accetterei di lavorare in Ferrari anche senza quote azionarie, quello è il lavoro dei sogni e la Ferrari è il gigante addormentato della Formula 1». A Torino, Maranello o dovunque sia John Elkann ci pensi. Perché se nulla cambia non si vincerà neppure l’anno prossimo. TV: oggi la gara alle 13 diretta Sky (differita Tv8 alle 16)
