Quasi 173mila multe elettroniche solo nei primi sette mesi, per la bellezza di 14,31 milioni di euro (il 49 per cento del totale già incassato). É il bilancio delle sanzioni nella Ztl Quadrilatero da settembre scorso al 31 marzo, presentato due giorni fa in Consiglio comunale dall'assessore Marco Granelli in risposta a un'interrogazione depositata diversi mesi fa dal leghista Samuele Piscina. E infatti la richiesta - e quindi il bilancio - si fermava a fine marzo, ma da allora le telecamere ai varchi hanno continuano a stangare 24 ore su 24. Nei primi sette mesi si va dalle 21.256 sanzioni di settembre alle 17.539 a marzo con un picco di 33.259 a novembre. Piscina ha già sottolineato al Giornale che "le Ztl rendono ricco il Comune, è una cifra monstre che mostra come l'intento fosse fare cassa ai danni dei cittadini, e ora la giunta Sala vuole replicare l'operazione all'Isola", dove l'accensione delle telecamere della Ztl serale doveva scattare il 20 giugno ed è stata soltanto rinviata. Il consigliere e assessore regionale di Forza Italia Gianluca Comazzi ieri ha ribadito che "la giunta Sala gestisce Palazzo Marino come una società per azioni, dimenticando che i suoi veri azionisti sono i milanesi, continua a fare cassa sulla pelle dei cittadini, turisti, commercianti. Mentre le famiglie fanno i conti con il carovita, un livello di insicurezza che investe il centro così come le periferie e servizi pubblici carenti, la sinistra continua a moltiplicare Ztl, telecamere e multe". È "ormai chiaro a tutti - prosegue - che queste politiche vengono attuate principalmente a scopo sanzionatorio, senza alcun concreto beneficio in termini di mobilità e di qualità dell'aria. Lo dimostrano anche le proteste di commercianti e autorimesse, che denunciano disagi enormi senza alcun beneficio concreto. Almeno si abbia il buonsenso di adeguare gli orari della Ztl a quelli di Area C invece di continuare a vessare chi vive, lavora e visita Milano".
Una richiesta espressa forte e chiaro dalle associazioni di categoria nei mesi scorsi. A ogni tavolo la stessa richiesta, "ma non ci ascoltano". La misura "si è rivelata un flop, sindaco e assessore alla Mobilità farebbero più bella figura ad ammetterlo e fare un passo indietro - sostiene Simone Mangiafico, segretario dell'associazione Apa Autorimesse di Confcommercio Milano -. Il problema invece è che non vogliono sentire. Continueremo a chiedere almeno di equiparare la Ztl ad Area C, spegnendo le telecamere tutti i giorni alle 19.30 e nel weekend, darebbe già un respiro alle imprese".
Mangiafico riferisce che i divieti "stanno creando un danno da 400mila euro all'anno alle rimesse, già una ztl dentro altre due ztl (Area B e C) è un caos solo a parlarne. Chi non conosce la città per evitare di sbagliare si ferma al massimo al primo silos e non va oltre, anche se l'ingresso nel Quadrilatero è consentito per chi posteggia nelle nostre strutture. Abbiamo fatto migliorare al Comune la segnaletica ma sono palliativi. Così le attività muoiono, in media si registrano il 20/30% di ingressi in meno". E assicura che le imprese avevano "previsto dall'inizio che sarebbero arrivate così tante multe, ma è l'ennesima dimostrazione del fallimento. I clienti che spendono migliaia di euro nelle boutique preferiscono pagare la multa e arrivare di fronte alla boutique o gioielleria. E molto probabilmente ci sono mezzi commerciali che non riescono a evadere tutto il lavoro nella fascia a disposizione, quindi per sopravvivere e lavorare mettono in conto la sanzione".
Mangiafico fa presente poi che negli orari di apertura "per le realtà commerciali è un disastro, le vie sono piene di furgoni che caricano e scaricano perchè si devono concentrare le consegne nelle poche ore messe a disposizione in deroga ai divieti. Il Comune ha reso la Ztl un manicomio".