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Musica

Un'estate tra Sibelius e festival di Pesaro

Nell’Anno del Signore 1925 con le dittature in ascesa e le nuvole nere che s’addensavano sul mondo, Sibelius compose le musiche di scena per la Tempesta

Sibelius

Nell’estate degli incendi devastanti e delle onde canicolari, abbiamo ascoltato quanto il Gran compositore finnico Jean Sibelius scrisse prima del trentennale silenzio. Nell’Anno del Signore 1925 con le dittature in ascesa e le nuvole nere che s’addensavano sul mondo, Sibelius compose le musiche di scena per la Tempesta (ce ne sono tante edizioni suggestive dirette da Okko Kamu, Leif Segerstam, Santu Rouvali, Hort Stein). Shakespeare come rifugio da un mondo sulla via della catastrofe nell’abbraccio mistico della natura, nelle spire soprannaturali della bacchetta magica di Prospero e dei voli di Ariele, nel grottesco marciare del selvaggio Calibano, nella speranza amorosa di Miranda e Ferdinando. Nell’attesa che l’acqua spenga i fuochi e magari torni l’aurora di tempi pacificati, ascoltare il cataclismatico Preludio atematico che illustra la Tempesta iniziale del dramma romanzesco - scale ascendenti e discendenti per toni interi, vortici di masse sonore al grado zero del rumore, ottoni ruggenti e terremoti percussivi mette i brividi. Paurosa rappresentazione della discordia umana che brucia l’incenso di nazionalismi mai sazi di lucro.

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Ritorno al Rossini Opera Festival di Pesaro. Splende il sorriso del genio pesarese nei due spettacoli di ripresa che abbiamo visto. La scala di seta che segnò (anno Domini 2009) il colpo più assestato da Damiano Michieletto spettacolo che ottiene ancora consensi con nuovi innesti e sperimentate glorie. La burletta L’occasione fa il ladro nella classica regia-gioiello ripresa da Sonja Frisell - oggi quasi quarantenne - onnicomprensiva di Jean-Pierre Ponnelle (nell’accezione che fa bene tutto: regia, scene e costumi). Ripresa impreziosita dalla luce tenorile del Conte Alberto di Dave Monaco (best singer della serata). La bilancia musicale pendeva decisa verso la burletta che si è avvalsa del lavoro scrupoloso del direttore Alessandro Bonato, il quale ha vinto doppio nel raffronto con il blando collega messicano Ivan Lopez-Reynoso.

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