Napoli, la Vigna di San Martino diventa monumento nazionale

Il mecenate d'arte Giuseppe Morra la acquistò nel 1988; la ripulitura dalla coltre di vegetazione selvatica ha rivelato sentieri, terrazzamenti, piccoli edifici agricoli, costruiti dai monaci nel corso di sei secoli

Una buona notizia da Napoli, esemplare nella sua eccezionalità: l'antica Vigna San Martino, verde collina nel cuore della città ai piedi della maestosa Certosa trecentesca, è diventata Monumento Nazionale.
Lo stabilisce il decreto n. 851 del Ministero per i Beni Culturali, emesso su proposta della Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici di Napoli e provincia. Un territorio agricolo urbano (7 ettari) viene dichiarato "Bene di interesse storico artistico" ed entra a far parte del patrimonio culturale italiano come una statua, un castello, una reggia.
Esemplare ed eccezionale è il fatto che il decreto non sia stato imposto per tutelare un bene in pericolo come solitamente accade con conseguenti proteste e ricorsi legali, ma sia stato chiesto dal proprietario Giuseppe Morra (Direttore del Museo Hermann Nitsch).
L'antica Vigna dei Monaci di San Martino appare in tutte le immagini di Napoli da almeno sei secoli, grandioso frammento di verde miracolosamente sopravvissuto al saccheggio edilizio, visibile da qualunque parte si guardi la città, dominato dall'edificio monastico del quale era dipendenza, e dalla cinquecentesca fortezza Castel Sant'Elmo, entrambi Musei famosi nel mondo. La Vigna era stata vincolata soltanto come "Bene di interesse paesaggistico" nel 1967, quando rischiò di essere lottizzata ed edificata, come purtroppo consentiva il Piano Regolatore del 1939.
Giuseppe Morra la acquistò nel 1988; la ripulitura dalla coltre di vegetazione selvatica ha rivelato sentieri, terrazzamenti, piccoli edifici agricoli, costruiti dai monaci nel corso di sei secoli. Oggi si può percorrere l'intera zona usando la mappa disegnata nel 1775 dal Duca di Noja. Nel 1999 Giuseppe Morra, insieme all'Associazione Amici della Vigna San Martino nata con fini di tutela e valorizzazione, chiese alla Soprintendenza il più severo e definitivo vincolo.
Stefano Gizzi Soprintendente, Giuseppe Morra, Mario De Cunzo già Soprintendente (estensore del piano paesistico del 1967), con i prof.

Francesco Coppola ed Ernesto Cravero (autori delle indagini storiche, strutturali, geologiche, finalizzate alla valorizzazione culturale) incontreranno la stampa alle ore 11 di giovedì 16 dicembre nella sede della Fondazione Morra a Palazzo Ruffo di Bagnara, piazza Dante 89 in Napoli.

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