Lotta fra clan della camorra: tre arresti da parte dei carabinieri

I soggetti fermati dai militari sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di tentato omicidio e porto illegale di armi da fuoco, entrambi aggravati dal metodo mafioso

L’operazione è stata eseguita in mattinata dalla sezione operativa del Nor della compagnia dei carabinieri di Castello di Cisterna, nel Napoletano. Arrestate tre persone in seguito a un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli della città partenopea. I tre soggetti fermati dai militari sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di tentato omicidio e porto illegale di armi da fuoco, entrambi aggravati dal metodo mafioso.

Il provvedimento cautelare eseguito scaturisce dalle indagini compiute dalla sezione operativa del Nor a seguito di una sparatoria tra opposte fazioni criminali, che ha provocato il ferimento di un pregiudicato del posto. L’indagine ha, in particolare, consentito di: ricostruire l’agguato camorristico, nel corso del quale sono stati esplosi oltre 15 colpi di arma da fuoco, che hanno messo a repentaglio l’incolumità anche di numerosi inconsapevoli passanti; accertare che ad aprire il fuoco sono stati due appartenenti al sodalizio camorristico “clan Palermo”, destinatari dell’odierna misura; identificare un ulteriore colpevole, appartenente al “clan Rega”, anch’egli responsabile dell’azione di fuoco, intervenuto “a difesa” della vittima dell’agguato.

Le verifiche hanno permesso di acclarare il movente dell’azione delittuosa, riconducibile ai contrasti tra i due contrapposti clan nella gestione dei traffici illeciti dello spaccio di sostanza stupefacente sul territorio; certificare l’esistenza di un sodalizio camorristico denominato “clan Palermo” operante nel Comune di Brusciano di Napoli, contrapposto al “clan Rega” storicamente egemone in quell’area; documentare alcune forme di espressione simboliche della camorra, tra cui il cosiddetto “bacio camorristico” sulle labbra, avvenuto tra due affiliati al clan Rega a suggello del vincolo associativo esistente.

Nel corso dell’attività dei carabinieri è stata, inoltre, rinvenuta e posta sotto sequestro una delle armi adoperate nel conflitto a fuoco, attribuita, grazie ad accertamenti dattiloscopici, ad uno degli odierni arrestati. La misura cautelare segue ad analoghi provvedimenti già emessi dall’Autorità giudiziaria, tesi al contrasto della faida camorristica in corso sul territorio di Brusciano dal 2017 ad oggi. Tali indagini hanno consentito di trarre in arresto, tra gli altri, i due soggetti considerati reggenti degli omonimi clan: Tommaso Rega alias “o’Chirichiell” e Francesco Palermo. I destinatari del provvedimento restrittivo sono stati trasferiti presso le case circondariali territorialmente competenti.

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