Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 09:16
Cronaca locale

La camera ardente di don Mazzi. “Sulla tomba scrivete Ciao!”

Accanto al feretro deposti gli oggetti a lui più cari: la Bibbia donata da un amico, i sandali e un bastone simbolo del mettersi in cammino

Sacro Fra gli oggetti cari esposti accanto al feretro la Bibbia ricevuta in dono da un amico aperta sul racconto della Pentecoste

La camera ardente di don Mazzi è allestita da ieri pomeriggio nella sede di Exodus, la cascina Molino Torrette da lui sistemata nel cuore del parco Lambro quarant’anni fa per accogliere i ragazzi in difficoltà e che è stata, insieme, la sua abitazione e il suo studio. Resterà aperta anche oggi. Ad accogliere amici e conoscenti c’è Franco Taverna, vicepresidente della Fondazione Exodus. «Amava ripetere che non era stato lui a salvare i ragazzi, ma che erano stati proprio i suoi ragazzi difficili a salvare lui. Oggi tutta la grande famiglia di Exodus si stringe intorno al suo ricordo. Non lo piangiamo con rassegnazione, ma faremo festa per lui, continuando la sua missione».

La promessa di fare festa sarà mantenuta anche ai funerali che si svolgeranno domani alle 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio. «Non sarà una cerimonia formale, ma una liturgia viva animata dai canti, dalla musica e dalle parole dei ragazzi e degli educatori di tutte le comunità Exodus che sono nate in Italia e nel mondo» ha anticipato Taverna. Che ha ripercorso gli ultimi giorni di don Mazzi. «Era consapevole del momento - ha detto - quando stava male ci ha chiesto di stargli accanto e poi, verso la fine, di lasciarlo andare. Siamo stati qui con lui, educatori e ragazzi insieme».

La tumulazione avverrà in forma privata all’Abbazia di Maguzzano, (Brescia) nel cimitero dell’Opera don Giovanni Calabria. La camera ardente è stata allestita nel refettorio, accanto al feretro sono comparsi gli oggetti a lui cari: un paio di sandali grigi, simbolo del cammino, e una Bibbia, dono di un caro amico, aperta sul racconto della Pentecoste. Poi un grande bastone in legno ricurvo con una lanterna a simboleggiare la guida che illumina il cammino di chi lo segue e un cartellino con scritto: «Non cercare la via piana».

All’apertura della camera ardente si è presentato Marco Granelli, assessore comunale alle Opere pubbliche. Tra le corone di fiori c’è quella con le rose gialle inviata dal cantante Albano Carrisi e una con fiori bianchi e rossi dalla Nazionale Italiana Magistrati, da anni vicina alla Fondazione Exodus. Sul tavolino accanto al libro delle firme la foto di lui sorridente in mezzo ai ragazzi della comunità e una frase: «Il ciao lo voglio scritto sulla mia tomba perché dice, con quattro lettere, chi sono, cosa ho fatto e cosa farò. Signore, ciao!».

Ha lavorato fino all’ultimo, don Mazzi. Sulla sua scrivania ci sono gli occhiali pronti per essere inforcati, accanto i libri e le carte. Alle pareti le foto degli incontri avvenuti negli anni. Lo scatto con il presidente Mattarella che è stato in visita alla Fondazione nel 2022, entrambi indossavano le mascherine. E ieri, nel ricordarlo, Mattarella ha detto di lui che «ha reso una testimonianza di impegno sociale e civile, vigoroso e spesso coraggioso». Ci sono le foto con Letizia Moratti e con Massimo Moratti (don Mazzi era un cuore nerazzurro). Poi con Mara Venier che lo invitava spesso a «Domenica In» a discutere di attualità. «Ho perso il mio secondo padre - ha detto la presentatrice - sei stato un prete di marciapiede e sei riuscito a fare del bene a tutti».

Intorno al prete di strada si stringe la città che ha proclamato il lutto cittadino. «Don Mazzi ha sempre rappresentato una delle anime di Milano, quella attenta al prossimo, vicina ai ragazzi e alle ragazze in difficoltà» ha commentato su X il sindaco Beppe Sala. Mentre il governatore di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha detto: «La scomparsa di don Antonio Mazzi mi addolora profondamente. Oggi non perdiamo soltanto il fondatore di Exodus, ma un uomo straordinario». L’ultimo messaggio affidato dal fondatore di Exodus alla sua storica collaboratrice, Cristina Mazza, è un invito a sognare, qualunque sia la nostra età: «I sogni sono sempre Giovani. Non dobbiamo mai smettere di sognare».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.