Le immagini di Bologna devastata dai centri sociali hanno rapidamente fatto il giro d’Europa: le fiamme, i poliziotti come bersagli, le barricate, le vetrine spaccate,i lanci di oggetti e le auto incendiate. La città sotto assedio del 20 luglio, tramite i social, è rimbalzata sui telefoni di milioni di persone e le conseguenze iniziano a manifestarsi. L’ha denunciato un ristoratore cittadino, che si è visto cancellare una prenotazione per un tavolo da 24 persone, provenienti dall’Austria, già confermato oltre un mese fa, per la paura del clima che si respira in città.
“Era previsto un incasso piuttosto importante per noi. Ieri pomeriggio ci è arrivata una mail dall’agenzia con chi siamo stati avvisati che i clienti, spaventati dal clima, hanno preferito disdire. La notizia ha fatto il giro del mondo: tutti hanno visto gli scontri, e queste persone hanno deciso di annullare il viaggio, oltre che la cena. È un viaggio ricorrente, un soggiorno che organizzano tutti gli anni: non sarebbe stata la prima visita in città”, ha spiegato il ristoratore a Il Resto del Carlino. “La città è cambiata molto, ci sono stati i cantieri e viene da pensare che l’attrattività del centro non sia stata considerata una priorità. In questo caso specifico non c’è solo un danno, seppur considerevole, alla mia attività, ma anche una brutta immagine di Bologna vista da fuori. Lavoro qui da tanti, tanti anni e una cosa del genere non mi era mai successa…”, ha aggiunto. Parole di consapevolezza da parte del ristoratore, che conosce profondamente la città e l’ha vista cambiare negli ultimi anni, in peggio, anche a causa della diffusione dei violenti, che man mano si sono presi la città nella convinzione che sia un proprio feudo. E così Bologna, che è sempre stata identificata come città rossa, di sinistra, ha cambiato ulteriormente volto spostandosi ancora più all’estremo, raggiungendo i limiti che ha vissuto chi c’era negli anni Settanta. Ma ora si pongono ulteriori questioni, perché il danno d’immagine alla città è una parte del problema, visto che da quello deriva ovviamente anche il danno all’economia cittadina. Nello specifico, in questo caso, al ristoratore che a pochi giorni da un grosso tavolo ha visto saltare tutto.
“Un’altra delle tante conseguenze economiche è arrivata. Nella comunicazione inviata al ristoratore si legge chiaramente che il viaggio è stato annullato perché i clienti, spaventati dalle notizie e dalle immagini degli scontri avvenuti in città e rilanciate dai media internazionali, hanno deciso di non partire. È il primo esempio concreto dei danni economici provocati all’immagine di Bologna. Il sindaco Lepore continua a non rispondere su un punto fondamentale: chi pagherà questi danni? Chi risarcirà il ristoratore per il mancato incasso? Quante altre prenotazioni verranno cancellate nei prossimi giorni?”, si chiede Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega in Comune, “quanti turisti e visitatori sceglieranno altre destinazioni dopo aver visto Bologna sulle televisioni e sui giornali di tutto il mondo associata a violenze e disordini scoppiati a margine della manifestazione convocata dal sindaco? L’immagine della città è un patrimonio di tutti e non può essere sacrificata per operazioni politiche che hanno avuto conseguenze così gravi”. Solo i bilanci di questa estate diranno quale sarà stato l’impatto della violenza sull’economia di Bologna.
