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Nazionale

Bosnia, schianto di un elicottero: quattro vittime e undici feriti

Il velivolo perde il rotore di coda in fase di decollo. Lo schianto fatale: rotto in tre tronconi

epa13340562 The wreckage of a crashed Italian CH-47 Chinook helicopter assigned to the EUFOR mission lies in a field near Brcko, Bosnia and Herzegovina, 30 October 2026. According to statements from the Italian Ministry of Defence and EUFOR, four Italian service members were killed and 11 others injured when the aircraft crashed during a routine training flight on 29 October 2026. EPA/NIDAL SALJIC

La missione è europea, ma le quattro vittime e gli almeno undici feriti, sono tutti italiani. Tra le vittime si contano due militari impiegati a bordo di un elicottero da trasporto dell’Esercito e due operatori della nostra Croce Rossa. I piloti invece se la sarebbero cavata con qualche ferita.

Ma il bilancio è tutt’altro che preciso. E alcuni degli undici feriti sarebbero in gravi condizioni. La tragedia, avvenuta nel pomeriggio di ieri, coinvolge un elicottero CH 47 F del 4° reggimento Aves Altair con base a Bolzano, un’unità dell’Esercito specializzata nel volo e nelle operazioni in ambiente montano. L’elicottero, schierato in Bosnia con la missione europea Eufor Althea, trasportava - secondo quanto riferito dall’ambasciatrice italiana in Bosnia Erzegovina Sarah Castellani - almeno 15 italiani.

l velivolo viene filmato dai telefonini mentre nel pomeriggio di ieri sorvola una zona boscosa nella zona di Gorice, non lontano dalla cittadina di Brcko. Il video è drammatico. Nelle prime immagini si vede la coda del Chinook piegarsi indietro, come se il rotore posteriore avesse perso portanza. Subito dopo l’elicottero, un bestione a doppia elica del peso di oltre 10 tonnellate a vuoto, va in rotazione e precipita dietro un costone roccioso. Il video, diffuso su X e altri social a metà pomeriggio di ieri, fa subito capire che lo schianto è il preludio di una tragedia con molte vittime. A far intuire la gravità dell’incidente s’aggiungono le foto dei rottami che evidenziano come l’elicottero abbia toccato il suolo con estrema violenza spezzandosi in tre tronconi.

I primi scarni resoconti sono drammatici. Il primo a parlare è il portavoce del centro sanitario Jzu di Brcko. Secondo il suo resoconto le ambulanze rientrate dal luogo dello schianto trasportano almeno tre morti e dodici feriti. Più tardi il sindaco del distretto di Brcko Siniša Milic corregge il bilancio iniziale parlando di quattro morti e di undici feriti. «Alcuni di loro - aggiunge Milic riferendosi ai feriti - versano in condizioni critiche». Secondo Milic l’elicottero ha toccato il suolo in una zona non lontano dal villaggio di Gorica. «L’elicottero - racconta - è precipitato in una zona disabitata, ma non lontana dalle prime case. Per ora non abbiamo informazioni sulle cause dell’incidente».

Secondo i testimoni oculari, l’elicottero volava a bassa quota prima dello schianto e ha effettuato diverse virate prima di toccare terra. Più tardi il nostro ministero della Difesa conferma le quattro vittime, ma sottolinea che «nessuno dei feriti è in pericolo di vita» annunciando «l’invio di un équipe medica».

La Difesa sottolinea come le cause della tragedia siano ancora tutte da accertare. «Sono già state avviate le attività di indagine necessarie a ricostruire la dinamica dell’incidente e a chiarire le circostanze dell’accaduto - spiega il comunicato del ministero aggiungendo che ulteriori dettagli dell’incidente verranno forniti «solo dopo aver informato le famiglie dei nostri caduti, nel pieno rispetto del loro dolore e della loro dignità».

Il Capo di stato Maggiore generale Luciano Portolano esprime «cordoglio e commossa solidarietà» all’Esercito italiano e al Corpo militare della Croce Rossa.

Anche la missione Eufor Althea, una operazione Ue avviata nel 2024 su mandato Onu, annuncia un’indagine completa e approfondita «non appena i fatti saranno accertati». La missione Eufor in Bosnia Erzegovina è subentrata alla forza di pace della Nato dispiegata dopo la guerra del 1992-1995. Attualmente conta diverse centinaia di militari provenienti da 24 Paesi europei. Tra di essi circa 150 militari della Brigata Sassari. Nessuno di loro risulta comunque coinvolto nell’incidente.

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