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Nazionale

Coltelli, cacciaviti e droga: fermati i cinque “capetti” della rivolta annunciata a Forlì. Programmavano un assalto a un supermercato

Si tratta di quattro minorenni e un maggiorenne, tra cui una 15enne già denunciata: solo lei è italiana, gli altri sono di seconda e terza generazione

Forlì supermercato

Dietro gli appelli “distruggiamo Forlì” c’erano cinque soggetti individuati dalle forze dell’ordine e identificati, tra i quali spicca anche una 15enne già denunciata dalla Digos per istigazione a delinquere per la chat sull’assedio a Forlì che è stato programmato per sabato. I carabinieri, come spiega Il Resto del Carlino, sono riusciti a risalire a loro dopo aver intercettato una chat su Whatsapp dove stavano programmando l’assalto a un supermercato cittadino, sulla scia di quanto già fatto a Modena qualche settimana fa, o a Milano durante gli assalti di sabato.

Dei cinque individuati solo uno è maggiorenne, gli altri sono tutti minorenni e vengono considerati i “capetti” della banda della Gen Z di Forlì, che si ritrova in una maxi chat con oltre 1.200 iscritti. È qui che vengono fomentate le rivolte, che i cinque spingono per portare in piazza quanti più giovanissimi possibile il prossimo sabato, con appuntamento in piazza Saffi alle ore 15 per “attaccare la città”. Ovviamente tutti e 5 sono stati denunciati all’autorità giudiziaria e per loro si potrebbero configurare accuse per porto di oggetti atti ad offendere, istigazione a delinquere e possesso di sostanze stupefacenti. Sotto alcune auto sono stati trovati anche dei passamontagna che, secondo alcuni testimoni, sarebbero stati dalla gang, che se ne sarebbe disfatta in fretta e furia.

A parte la 15enne, italiana, tutti gli altri sono soggetti immigrati di seconda o perfino di terza generazione, tutti comunque provenienti in origine dal Nordafrica, le cui famiglie si sono stabilite a Forlì e nelle zone circostanti. Su di loro sono in corso anche accertamenti per verificare che non siano coinvolti anche in alcuni episodi di violenza che sono stati registrati sui mezzi pubblici dell’azienda romagnola. L’accusa di porto di oggetti atti a offendere nasce nel momento in cui, quando sono stati fermati, tutti avevano addosso cacciaviti e coltelli e sono state trovate anche dosi, seppur minime, di droga. Ora, con il loro fermo, le devastazioni annunciate per sabato a Forlì potrebbero fermarsi o diminuire di intensità. Ma potrebbe anche verificarsi l’effetto contrario. Il dispositivo di sicurezza cittadino è stato comunque approntato contro ogni eventualità.

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