Seconda chiamata di corteo e nuove violenze a Torino in serata, quando alla convocazione di Askatasuna hanno risposto anche le frange pro Pal più oltranziste. Erano alcune migliaia in piazza e dopo aver vagato per il centro storico cittadino nel tentativo di evitare i blocchi della polizia, schierata a protezione della città, sono venuti a contatti con gli agenti in via Roma, dove ci sono state alcune cariche di alleggerimento e lanci di bottiglie.
I manifestanti hanno aggirato il cordone delle forze dell’ordine posizionato attorno alle vie principali del centro storico. Sono passati prima da corso Regina Margherita poi da piazza Vittorio Veneto hanno preso via Principe Amedeo, per poi approdare in piazza Carignano e infine via Roma. Qui si è arrivati allo scontro. “Meloni stiamo arrivando”, hanno scandito durante il corteo, non lesinando insulti alle forze dell’ordine e intonando cori per la Palestina.
“Ci siamo ripresi il centro, via Roma, che ci avevano negato”, hanno poi gridato al microfono, facendo riferimento a quanto accaduto nella mattinata di oggi, quando non erano riusciti ad attraversare il centro storico cittadino. Anche nella prima parte della manifestazione si erano registrati tafferugli, soprattutto quando i manifestanti hanno cercato di oltrepassare i varchi delle forze dell’ordine, che hanno bloccato tutti i tentativi. La seconda convocazione è stata in piazza Castello per le 18, è iniziata con un comizio ed è proseguita con il corteo per le vie della città, comunque blindate. “La Palestina è la nostra ispirazione”, ha detto un’attivista al microfono, ricevendo gli applausi della piazza. Presenti anche alcuni figuranti vestiti in abiti storici che simulavano la decapitazione di Maria Antonietta ma con la faccia della premier Giorgia Meloni. Il nuovo appuntamento è per il 7 novembre.
