A Domenica In, nello spazio dedicato alla cronaca con Mara Venier e il direttore Tommaso Cerno, sono stati ospiti Leonardo Bove e Kean Talingdan, sopravvissuti della strage di Crans-Montana di capodanno, in cui morirono 41 persone la notte di capodanno. “Fino a quel momento era stata la vacanza più bella della nostra vita”, hanno dichiarato i due giovani, che portano ancora addosso i segni di quella strage. “Eravamo stati invitati e siamo andati da soli partendo da Milano. In realtà abbiamo avuto un inconveniente con il treno e abbiamo rischiato di non partire. È stata comunque una vacanza indimenticabile, bellissima. Anche se è successo quello che è successo, in quei tre giorni ci siamo divertiti tantissimo”, ha proseguito Leonardo.
Per Leonardo e Bove era la prima vacanza insieme “ci siamo divertiti. Era la mia prima vacanza da solo con gli amici, mi sentivo completamente libero, non dovevo fare quello che dicevano i genitori. È stata la vacanza più bella che abbia mai fatto, al netto di quello che è successo”. Kean ha spiegato che erano già stati lì anche nei giorni precedenti, “c’erano musica e biliardo”. Il 31 sera, poi, “siamo arrivati molto presto per evitare il bodyguard, perché eravamo minorenni. All’inizio era un po’ noioso, poi è arrivata altra gente e abbiamo festeggiato”. Kean ha riferito di essere stato al telefono in quel momento “quando alcune persone sono arrivate urlando che il locale stava andando a fuoco. Sono svenuto sulle scale, ho perso i sensi per circa cinque secondi, ma mi sono detto: Non puoi morire qua”. Il suo pensiero in quel momento è stato anche quello di perdere la vista perché, avendo le lenti a contatto, il rischio era che si sciogliessero a causa delle alte temperature.
Quindi Leonardo ha fatto un appello: “Non sappiamo che cosa ci sia davvero dietro questo locale e se ci siano altri locali in cui accadono cose simili. Vogliamo saperlo noi ragazzi, lo vogliono sapere i nostri familiari e il nostro Stato: un sacco di persone che ci sono vicine lo vogliono sapere”. Nel frattempo, la procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, ha confermato che la perizia richiede più tempo del previsto. La sua presentazione è ora prevista al più presto per la fine di gennaio.
