Il caso di Crans Montana ha contorni molto difficili da interpretare perché le anomalie si sviluppano su molti livelli. L’ultimo elemento che è stato individuato è una firma falsa di un ignaro ingegnere su una pratica di ampliamento del Le Constellation. Va precisato che questo caso non è direttamente legato all’incendio che ha strappato alla vita 41 persone, per lo più giovanissimi, ma è emerso durante le indagini.
Tutto inizia a metà dicembre 2025, pochi giorni prima dell’incendio: Jacques e Jessica moretti presentano una domanda per la ristrutturazione e ampliamento della veranda. E nella documentazione tecnica dei Moretti è spuntato il nome di David Alexandre Barras, un ingegnere civile della zona, che però quei documenti non li ha mai firmati ed è venuto a sapere di questa firma a seguito delle domande di un giornalista. Ha immediatamente denunciato il tutto alla polizia cantonale e ha parlato poi con un funzionario comunale, già indagato, che avrebbe ammesso la forzatura, anche perché nel Vallese è necessario quel titolo per il via libera al progetto. Dopo una sospensione di due giorni, il funzionario è stato definitivamente licenziato dal Comune di Crans-Montana su decisione del Consiglio comunale. Al momento non è stato chiarito se i Moretti fossero a conoscenza della contraffazione.
“Il Consiglio comunale si rammarica vivamente che un documento ufficiale sia stato oggetto di un abuso legato a un’usurpazione di identità. È evidente che il rapporto di fiducia con il nostro collaboratore si è definitivamente interrotto e che la colpa imputabile alla sua condotta ne comporta il licenziamento immediato. Il Consiglio comunale e, più in generale, l’amministrazione comunale non tollerano simili comportamenti”, ha dichiarato François Berclaz, consigliere del Comune di Crans-Montana con delega all’edilizia. Sono al momento 17 gli indagati per la tragedia di Capodanno ma non è detto che il numero non possa ulteriormente crescere.
