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Nazionale

Cesena, studenti a lezione gratis di Corano in una scuola pubblica

Un’associazione, con la collaborazione del Comune, organizza corsi di arabo gratuiti con l’obiettivo di diffondere il testo sacro per gli islamici

Corsi arabo Cesena

In una scuola pubblica di Cesena, con tanto di collaborazione del Comune, si svolgono corsi di arabo realizzati da un’associazione che ha come obiettivo “insegnare ai bambini la lingua araba e la recitazione del Corano” poiché “imparare l’arabo aiuta gli studenti a comprendere meglio il Corano”.

Si tratta della “Scuola Arrahma” organizzata dall’Associazione di promozione sociale Essalam che sul proprio sito spiega: “Le scuole arabe e le scuole del Corano svolgono un ruolo fondamentale nell’educazione, poiché insegnano la lingua araba, una delle principali lingue del mondo, e approfondiscono la comprensione della cultura e delle tradizioni islamiche. Imparare l’arabo aiuta gli studenti a comprendere meglio il Corano”. Non si tratta perciò di una scuola di lingua che insegna l’arabo in modo neutrale bensì un’associazione che ha l’obiettivo di diffondere il Corano. Per questo colpisce che il Liceo Linguistico statale “Ilaria Alpi” pubblichi una circolare proponendo “corsi gratuiti di Arabo per studenti” in collaborazione con “l’Associazione Essalam, la Scuola Arrahma e l’Amministrazione Comunale di Cesena”.

Oltre all’inopportunità di appaltare l’insegnamento dall’arabo a un’associazione che promuove l’islam, come sottolinea Fratelli d’Italia che ha presentato due interrogazione, una al comune di Cesena e una alla regione Emilia Romagna, c’è un tema di costi. Chi paga questi corsi?

È la domanda attorno a cui ruota l’interrogazione presentata dal capogruppo in Comune Marco Casali che chiede: “È necessario che su questa collaborazione, che comporta la concessione di spazi e aule del patrimonio scolastico pubblico, ci sia massima trasparenza. Per questo, ho interrogato la Giunta comunale al fine di conoscere i termini esatti di questo accordo e per sapere se sia stato concesso il patrocinio del Comune. Ma soprattutto, pretendiamo di sapere se i costi di gestione del corso siano coperti, anche solo parzialmente, dai fondi del Comune o dal bilancio della scuola, gravando così sulla collettività”.

Fa eco alla sua richiesta anche un’interrogazione presentata in regione dai Consiglieri Regionali di Fdi Luca Pestelli e Alberto Ferrero secondo cui: “La questione tocca il cuore del modello educativo pubblico. Riteniamo che questa iniziativa, anziché promuovere l’interazione e l’assimilazione dei valori civici della nostra società — fondamentali per un reale obiettivo di integrazione —, rischi seriamente di favorire dinamiche di separazione culturale e percorsi di apprendimento paralleli e differenziati. Abbiamo interrogato la Giunta Regionale per chiedere quale sia la sua posizione in merito a progetti che, invece di perseguire l’integrazione attraverso la condivisione e valorizzazione della cultura e della lingua del Paese ospitante, rischiano di sostenere una preoccupante frammentazione identitaria all’interno della scuola pubblica”.

Impossibile poi non vedere il paradosso di una sinistra che sbandiera in ogni occasione la laicità della scuola chiedendo di rimuovere i crocifissi dalle aule o il presepe a Natale per poi promuovere dentro le scuole iniziative di associazioni islamiche.

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