Otto fermati a Roma, cinque persone trattenute per accertamenti a Torino, almeno dieci poliziotti feriti tra Mestre e Vicenza. E poi bottiglie, petardi, cassonetti incendiati, cariche e idranti in azione. I numeri della giornata di ieri, quando lo sciopero generale indetto dall’Usb contro il carovita, la guerra e il riarmo ha portato migliaia di studenti e lavoratori nelle strade di oltre sessanta città italiane. Una mobilitazione che in diversi centri si è conclusa con violenti scontri tra gruppi di manifestanti e forze dell’ordine. E che non è ancora finita. Le tensioni più forti si sono registrate a Roma. Nel pomeriggio circa trecento studenti si sono staccati dal corteo principale e hanno raggiunto la zona del Colosseo, dove sono stati ribaltati e incendiati alcuni cassonetti e sono stati lanciati oggetti contro gli agenti. Poi la protesta si è spostata verso Ponte Sisto, con centinaia di giovani intenzionati a raggiungere il Parlamento al grido di “Andiamo in Parlamento”. La polizia ha bloccato il passaggio e sono scattate le cariche. Nuovi scontri anche sul Lungotevere Testaccio, dove gli agenti hanno utilizzato gli idranti per respingere il lancio di bottiglie e petardi. Otto i fermati, mentre le zone di Palazzo Chigi e Montecitorio sono state blindate per impedire l’arrivo dei manifestanti. A Torino la tensione è proseguita fino a sera, quando una parte del corteo ha tentato di raggiungere il centro attraverso le vie laterali. Qui si sono verificati nuovi scontri, con lanci di bottiglie, cariche della polizia e lacrimogeni. Cinque persone sono state trattenute per accertamenti e due manifestanti feriti sono stati trasportati in ospedale. A Milano oltre trentamila persone, secondo le stime diffuse durante la manifestazione, hanno occupato la Tangenziale Est, bloccando la circolazione. Sull’asfalto e ai lati della carreggiata sono comparse le scritte “Meloni appesa” e “Salvini appeso”, mentre alcuni manifestanti hanno esposto uno striscione con la scritta “Gen MaranZa”. A Genova migliaia di studenti e portuali hanno fatto ingresso nel porto per protestare contro il trasferimento di armi destinate ai conflitti. E adesso la mobilitazione prosegue. Questa mattina, a Roma, resta allestita la tendopoli in via dei Fori Imperiali, dove ieri decine di manifestanti hanno deciso di trascorrere la notte. L’Usb ha annunciato per oggi, sabato 31 ottobre, una “notte bianca dei diritti”. Domani, invece, alle 11, è prevista un’assemblea nazionale aperta alle realtà che hanno partecipato allo sciopero, con delegazioni attese da diverse città italiane. Sarà l’occasione per decidere le prossime mosse e capire se si continuerà con nuove manifestazioni nelle piazze italiane.

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