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Nazionale

Eni Award, l’energia nutre le idee che cambiano il mondo

Ieri premiate al Quirinale le eccellenze della ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente. Due ragazzi italiani sono i Giovani ricercatori dell’anno

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Giuseppina Di Foggia Presidente del Consiglio di amministrazione di ENI, e con Claudio Descalzi Amministratore delegato di ENI, in occasione della cerimonia di premiazione dei vincitori Eni Award 2026. Roma 29 ottobre 2026. ANSA/Francesco Ammendola - Uff stampa Quirinale + UFFICIO STAMPA, PRESS OFFICE, HANDOUT PHOTO, NO SALES, EDITORIAL USE ONLY + NPK

Spugne molecolari che catturano l’anidride carbonica dall’aria e raccolgono acqua dall’umidità atmosferica. Plastica che torna materia prima senza perdere qualità. Velivoli che inseguono il vento ad alta quota per produrre energia. Il futuro premiato ieri con una cerimonia al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella, dal presidente del Consiglio di Amministrazione di Eni Giuseppina di Foggia e dell’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi, prende forma nelle risposte della ricerca a problemi concreti e urgenti: ridurre le emissioni, recuperare risorse, rendere l’energia più accessibile. È questo il filo che unisce i vincitori degli Eni Award 2026, il premio giunto alla diciottesima edizione che mette al centro energia e ambiente, promuovendo il confronto nella comunità scientifica. Dal 2008 la commissione che valuta le candidature ha coinvolto studiosi dei più avanzati istituti di ricerca del mondo, tra cui sei premi Nobel. Due dei tre riconoscimenti principali vanno a scienziate. Véronique Gouverneur della University of Oxford (Regno Unito) conquista il premio Transizione Energetica per i suoi studi sulla chimica del fluoro, sviluppando processi più sicuri e sostenibili per produrre composti utilizzati nelle batterie, ma anche nei farmaci e nei prodotti per l’agricoltura. Il premio Frontiere dell’Energia va a Laura Gagliardi della University of Chicago (Stati Uniti). I suoi modelli matematici avanzati, basati sulla meccanica quantistica, permettono di prevedere le proprietà dei materiali prima ancora di realizzarli in laboratorio. Tra gli obiettivi realizzare spugne molecolari capaci di catturare l’anidride carbonica direttamente dall’aria e raccogliere acqua dall’umidità atmosferica. A John F. Hartwig della University of California, Berkeley (Stati Uniti), è andato il premio Soluzioni Ambientali Avanzate. Il suo processo catalitico scalabile e sostenibile, consente di scomporre il polietilene e il polipropilene, tra le plastiche più diffuse al mondo riutilizzabili per produrre nuovi materiali senza perdita di qualità. Le nuove generazioni portano al premio due italiani. Leonardo Magherini del Politecnico di Torino e Filippo Trevisi del Politecnico di Milano sono i Giovani Ricercatori dell’Anno. Il primo ha studiato i meccanismi di trasporto di diverse tipologie di particelle presenti nell’acqua, che possono avere una duplice natura: rappresentare una potenziale criticità per l’ambiente oppure costituire potenti strumenti per la bonifica. Il secondo i ventoplani, velivoli vincolati a terra da un cavo, che volano velocemente lungo traiettorie circolari ad alta quota, utilizzabili anche laddove non è possibile installare turbine eoliche tradizionali. Per i Giovani Talenti dall’Africa premiati Nosakhare Jeremiah AIgbedion della Pan African University Institute for Basic Sciences, Technology and Innovation (Kenya) e a Gosego Keotshepile Mapula Sedikelo della University of South Africa (Sud Africa) che studiano rispettivamente leghe metalliche più resistenti e durature per migliorare l’accumulo di energia da impianti solari a concentrazione e il recupero tramite ultrasuoni di metalli delle batterie esauste. Eni for Innovation, ha valorizzato i progetti interni sugli scarti alimentari trasformati in prodotti energetici, sulla pirolisi dei rifiuti plastici misti e sulla specializzazione dei modelli linguistici per le aziende. La Menzione speciale Eni Joule for Entrepreneurship va a tre start up: Alkelux che valorizza scarti agricoli per il packaging alimentare, Hypermeteo che combina dati meteorologici e intelligenza artificiale, Algae Scope che ricava dalle alghe alternative ai Pfas per rendere tessuti e materiali idrorepellenti e ignifughi. Già aperte le candidature per il 2027: scadenza il 20 novembre.

«La ricerca e la tecnologia sono fondamentali per affrontare le sfide energetiche - ha detto Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni - Dobbiamo investire nella ricerca, mettere risorse. Ma soprattutto dobbiamo ricordare che le risorse più importanti sono i ricercatori: persone che riescono a disegnare il futuro, che combattono per qualcosa che ancora non vedono». Perchè «ogni riconoscimento dato alla ricerca - ha spiegato Giuseppina di Foggia, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Eni - può diventare un incentivo per sostenerne altra, innescando un circolo virtuoso capace di ampliare le opportunità e di guardare più lontano». Ecco perchè, ha concluso, «Eni considera da sempre l’innovazione parte della propria identità».

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