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Nazionale

“Fu Lavitola a dirmi di sentirlo”. Parla il giornalista dello Zimbawe che intervistò Ranucci

Il Tg1 ha mostrato anche la mail originale di Ranucci che chiedeva a Lavitola i dati del “corruttore millantatore”

Il caso dello Zimbawe emerso in queste ore anche grazie all’inchiesta de Il Giornale si sta allargando nel contesto dell’indagine su Valter Lavitola. L’imprenditore si trova attualmente in carcere perché accusato, e reo confesso, di essere il mandante dell’attentato incendiario di un anno fa ai danni di Sigfrido Ranucci, ma i due erano molto amici. Anzi, come detto dall’ex conduttore di Report, erano amici “fraterni”. Lavitola in Zimbawe aveva numerosi interessi economici legati principalmente al settore energetico.

Il Tg1 è riuscito a intervistare in esclusiva il giornalista dello Zimbabwe, Kenneth Nyangani, che intervistò Ranucci poche settimane fa, il 5 luglio, quanto lo stesso ex conduttore confermò a Nyangani una presunta inchiesta avviata da Report su un gruppo di imprenditori italiani, nel settore dei carbon credit, che lamentano di essere stati truffati da un socio locale. Nyangani ha confermato di aver sentito Ranucci in videocall. “Fu Valter Lavitola a suggerire di sentirlo”, ha dichiarato Nyangani. Nell’intervista, sempre secondo quanto riferito dal Tg1, Ranucci affermerebbe di aver parlato con un funzionario dell’ambasciata italiana in Zimbabwe. Il Tg1 ha mostrato anche la mail originale con cui Ranucci chiese a Lavitola di mandargli i dati del “corruttore millantatore”, di cui sarebbe stato vittima. “Non ho nulla da smentire”, spiega oggi Ranucci al telegiornale della Rai. Attraverso il proprio legale, Roberto De Vita, Ranucci ha spiegato che la trasmissione Report si era già occupata in passato del tema dei carbon credit e che l’interesse giornalistico per la materia rientrerebbe nell’attività ordinaria di approfondimento della redazione.

I pubblici ministeri ritengono “interessante” dal punto di vista investigativo l’intervista di Ranucci, che è stata pubblicata da “The Standard”, che però è stato rimosso dal sito nelle ore successive alla perquisizione domiciliare di Lavitola. La vicenda si inserirebbe nel contesto delle questioni societarie che negli ultimi anni hanno interessato Lavitola e alcuni suoi soci nel Paese africano.

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