Resta alta la tensione attorno alla figura di Salim El Koudri, il 31enne accusato della strage dello scorso 16 maggio nel cuore di Modena. Dopo il recente tentativo di suicidio in carcere, l’avvocato Deborah De Cicco — legale di Giovanni Esposito, fratello della 55enne Monica Esposito, deceduta dopo due mesi di agonia — ha espresso forti perplessità sulla gestione della custodia cautelare. “È un fatto gravissimo che El Koudri abbia avuto accesso a medicinali e magari non fosse in isolamento. Ritengo che tale circostanza susciti molti interrogativi e si debba approfondire sulle responsabilità nella supervisione del detenuto, che, ricordiamolo, per nostro convincimento ha commesso una strage per terrorismo”, ha dichiarato, come riportato dalle agenzie di stampa.
Stando alle notizie riportate nella giornata di ieri, Salim El Koudri, attualmente detenuto presso la casa circondariale Sant’Anna di Modena, avrebbe sottratto dei farmaci al compagno di cella, cardiopatico, e ne avrebbe ingeriti in grosse quantità.
Il 31enne marocchino è stato quindi trasferito d’urgenza in ospedale. A quanto pare, all’arrivo dei soccorsi, era incosciente. Grazie al pronto intervento del personale sanitario, l’uomo si trova adesso fuori pericolo.
La vicenda ha lasciato attoniti, soprattutto perché il 31enne era chiuso in una cella della sezione Icare, dove vengono inseriti proprio i soggetti a rischio suicidio.
L’avvocato De Cicco solleva pertanto pesanti interrogativi sulla vigilanza interna alla struttura detentiva, soprattutto in merito alla facilità con cui l’uomo è riuscito ad accumulare o a procurarsi sostanze medicinali. “Mi chiedo perché El Koudri non sia ancora in un regime penitenziario di AS 2 (alta sicurezza) e sia in grado di accedere a medicinali. Confido siano avviate indagini serie”, ha dichiarato. “Auspichiamo soltanto che l’attentatore venga processato e condannato alla pena di legge ovvero ergastolo (ostativo) e la sconti interamente”, ha concluso.
