Il 7 ottobre la festa degli islamisti prenderà la piazza. A tre anni dall’attacco terroristico di Hamas contro Israele, la data del massacro diventa il giorno scelto per tornare a sfilare e celebrare la “resistenza”. E questa volta la chiamata arriva da Torino. L’associazione di Mohammad Hannoun, in carcere con l’accusa di essere a capo della cupola di Hamas, celebrerà un massacro.
La chiamata in piazza dell’Api (l’associazione dei palestinesi in Italia da lui presieduta), e della rete “Torino per Gaza” (che fa riferimento alla madesima galassia) ha un obiettivo chiaro e dichiarato: festeggiare la ricorrenza del pogrom. Il volto dell’associazione, oggi, è rappresentato dal figlio di Hannoun, Mahmoud, e dal giovane Ahmed, cresciuto nelle fila dell’associazione, oggi diventato un punto di riferimento delle piazze Pro Pal che incita a suon di cori dalla sua postazione preferita, quella vicino al camion bianco, al fianco del quale cammina microfono in mano.
Una sola ricorrenza simile si era già verificata: a Bologna lo scorso anno i GPI avevano indetto una manifestazione, vietata dal Viminale, per celebrare l’atto terroristico. Oggi, con Hannoun e altri tre suoi fedelissimi in carcere dal 27 dicembre, il clima è sempre più rovente e, dopo quella del 7, la convocazione generale è fissata per il 10 ottobre. Vogliono celebrare “tre anni di genocidio, tre anni di resistenza”. Mentre dal Governo arriva una stretta sul burqa a scuola, ci sono predicatori islamici che definisco persino l’hijab (il velo che tiene scoperto il volto) “un atto divino”. E ora c’è chi vuole persino osannare pubblicamente un attentato terroristico.
