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Nazionale

Il caos social e il ruolo dei genitori

Possibile che né al papà né alla mamma, non ai professori, anche solo a una zia in visita sia mai balenato in mente che il “piccolo” stava venendo su un po’ bislacco?

Studente di 13 anni accoltella una professoressa a scuola e riprende tutto in diretta su telegram Prima la colpisce con spray urticante, poi l'aggressione all'arma bianca. tutto filmato in diretta L'attacco all'istituto Verga di largo Cocconi, alla periferia est di Roma. La donna non sarebbe in pericolo di vita a Roma, Italia 18 settembre 2026 (Benvenuti/Lapresse) Rome: A 13-year-old student stabs a teacher at school and records everything live on Telegram. First he hits her with pepper spray, then the knife attack. All filmed live. The attack took place at the Verga Institute in Largo Cocconi, on the eastern outskirts of Rome. The woman is reportedly not in life-threatening condition. Rome, Sept 18, 2026 (Benvenuti/Lapresse)

Il tredicenne equipaggiato di casco con telecamera in modalità diretta Telegram che ha accoltellato la professoressa l’avrebbe fatto comunque se non avesse avuto accesso a una platea di avidi utenti? Magari no, visto che, almeno a quanto dice la preside della scuola teatro del crimine «Non è mai stato problematico, non ha mai destato preoccupazione di nessun tipo, né qui né in famiglia». Certo, ormai lo sbalordimento di genitori e educatori di fronte a reati commessi da minorenni «insospettabili» comincia a suscitare diffidenza. Possibile che né al papà né alla mamma, non ai professori, anche solo a una zia in visita sia mai balenato in mente che il «piccolo» stava venendo su un po’ bislacco? Pochi mesi fa successe qualcosa di simile e anche allora fu un coro di «imprevedibile», poi un altro ragazzino intercettato con un coltello lama 18 cm infilato nello zainetto fra la borraccia e il panino alla mortadella. Reati come revenge porn e cyberbullismo compiuti da adolescenti che agiscono indisturbati dietro quegli schermi ingannevoli dove tutto sembra possibile, dove il vero e il falso ma anche il bene e il male si ingarbugliano fino a non essere più distinguibili l’uno dall’altro. «Il mio Tommy è un genio, quando ho un problema su Instagram mi sistema tutto lui velocissimo, ma come fa?». Perché i genitori non riescono a reprimere un certo orgoglio condito di soggezione rispetto al prodigio a loro inaccessibile: le capacità digitali dei figli. Neppure i dati sui ragazzi europei che stanno in media 6/8 ore al giorno davanti a uno schermo riescono a frenare il flagello. «Ce l’hanno tutti i suoi compagni, come faccio a non comprarglielo?». Sì, è difficile. Il bambino di fronte al - niente telefono - urlerà e si chiuderà in camera sua e terrà il muso, forse anche per giorni. Si sentirà «diverso da tutti» accusandone i genitori. Sarà comunque un candidato in meno per challenge su TikTok a tema - chi ha «le palle» di ammazzare la prof -. E un giorno ne sarà grato a mamma e papà.

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