Per vendicarsi dei vecchi debiti accoltella la prof di Italiano. Le ha sferrato ben tre colpi con due grosse lame da sub dopo averle spruzzato sul volto spray urticante, il tutto filmato in videochiamata su un gruppo Telegram. L’intervento di un compagno di classe, che gli salta addosso, evita una tragedia. Marco, 13 anni, alunno della scuola Giovanni Verga, nell’Istituto comprensivo Largo Cecconi a Centocelle, essendo minore di 14 anni, non è imputabile. La donna, Isabella Marsili, 66 anni, finisce in ospedale per le ferite, fortunatamente poco profonde, al petto e a un fianco. Immediato l’intervento dei carabinieri della stazione locale e della compagnia Casilina che soccorrono la poveretta, bloccano lo studente e sequestrano i due pugnali con il cellulare legato a un casco. Il telefono sarà sottoposto ad accertamenti per identificare i partecipanti alla chat. La donna viene trasportata dal 118 all’ospedale Figlie di San Camillo a Torpignattara per essere medicata e sottoposta a tac e RX. La prognosi è di sette giorni per le ferite da taglio. «Non è grave ma è sotto choc» riferiscono i medici. La professoressa, insegnante di lungo corso, viene descritta come una docente molto preparata.
Una storia agghiacciante quella accaduta ieri mattina in una classe di terza media, protagonista un ragazzino astioso e violento, Marco. «Ce l’aveva con la professoressa dall’anno passato, la odiava per due debiti che avrebbe dovuto recuperare dopo l’estate. Uno in italiano, l’altro in storia o geografia, non sappiamo bene. Lui se l’è segnata e per questo ha deciso di fargliela pagare», spiegano alcuni compagni all’uscita di scuola. Altro protagonista eroe di questa brutta storia è il compagno di classe che con il suo intervento evita il peggio. Coetaneo di Marco, Andrea, altro nome di fantasia, viene dal Congo e vive da tempo in una casa famiglia del quartiere. Perfettamente integrato, Andrea ha capito subito qual era il momento giusto per afferrare Marco e bloccargli le braccia, facendogli cadere a terra i due coltelli. Sconvolti gli altri insegnanti, la preside e i genitori di tutti gli studenti per quanto accaduto. Primo interrogativo: come si è procurato le armi un ragazzino di 13 anni? Secondo, com’è possibile che in una scuola pubblica, media inferiore, entrino coltelli e telefonini? L’azione, studiata e programmata da giorni, scatta alla prima ora di lezione, proprio quando Marco avrebbe dovuto riparare uno dei due debiti. In aula c’è confusione, gli altri ragazzi stanno prendendo posto fra i banchi quando Marco salta come una molla e si lancia contro l’insegnante, stordendola prima con lo spray al peperoncino. La donna urla, Andrea interviene mentre Marco sta sferrando il terzo colpo.
Quello che succede dopo lo racconteranno i presenti ai carabinieri che hanno convocato subito i genitori dell’accoltellatore e preparato un’informativa al Tribunale dei Minori. Il futuro prossimo della storia lo dovrà programmare il giudice minorile a cui è stato affidato il caso, ovvero se Marco dovrà essere espulso da scuola, seguito dagli assistenti sociali, sottoposto a perizia neuro psichiatrica. «Alle 9 ero in classe e lui era assente - spiega la professoressa Marsili in diretta a Canale 5 - tant’è che avevo addirittura già fatto l’appello e avevo messo l’assenza a questo ragazzo. Mentre parlavo con un’altra alunna che aveva anche lei un debito, entra all’improvviso lo studente. Aveva un caschetto da ciclista e un paio di occhiali con al centro una telecamera. Mai al mondo mi sarei aspettata che mi stesse venendo vicino per pugnalarmi. Aveva gli occhi gelidi, freddi, senza anima. Adesso? Sarei anche disposta a incontrarlo per farmi spiegare tutto quest’odio, questa rabbia verso di me, da che cosa deriva. Comunque io l’ho già perdonato».
