Era taciturno e schivo il 13enne che ha accoltellato la sua insegnante, uno di quelli che non dà troppa confidenza agli adulti e lega poco con i coetanei. Così almeno lo descrivono i compagni. Qualcuno dice che avesse una fascinazione per i filmati violenti diffusi negli angoli bui del web, altri segnalano un profilo Tik Tok riconducibile a lui, poi oscurato, in cui nelle prime ore dell’alba era comparso un post con un annuncio sinistro: «-5 ore». Il ragazzo, sempre stando alle voci di chi lo conosceva, era appassionato dei video della True Crime Community, sottocultura online di fanatici della cronaca nera, omicidi e storie di criminali. Un gruppo internazionale di fan della violenza che ha fatto della condivisione «live» di gesti estremi una sorta di marchio di fabbrica. Dietro alla vicenda si intreccerebbero dunque violenza, disagio giovanile e spettacolarizzazione del crimine. Un’aggressione non improvvisa, dunque, ma pianificata. Alcuni rivelano che il 13enne parlasse da giorni dell’intenzione di compierla, anche se nessuno ci aveva creduto. Finora non aveva mai dato preoccupazioni al corpo docente: «Non è mai stato problematico», puntualizza la preside. Poi ieri il blitz, sulla scia di quello già accaduto altre volte nelle classi italiane, neanche fossimo negli Stati Uniti. Ragazzini che entrano in classe con un coltello in mano e con telefonino acceso per riprendere le loro gesta e diffonderle in rete. Un film già visto.
Impressionanti le analogie con l’episodio avvenuto il 15 marzo di quest’anno a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. Anche in quel caso aveva 13 anni lo studente che si è accanito contro la sua insegnante di francese con un coltello prima dell’inizio delle lezioni. Indossava una maglietta con la scritta «Vendetta» e ha filmato l’aggressione in diretta social con il telefono che si era appeso al collo. Ha colpito la docente prima di essere bloccato da un altro insegnante. La prof - colpita con quattro coltellate - è stata operata d’urgenza. Nello zaino il tredicenne aveva un coltello e una pistola scacciacani, in casa sostanze potenzialmente esplosive. Prima di entrare in azione aveva pubblicato online un messaggio di accuse intitolato «La soluzione finale». Il 29 maggio scorso è accaduto di nuovo, questa volta in una scuola media in provincia di Trapani. A San Vito Lo Capo un alunno di 12 anni ha aggredito durante la lezione il professore di Tecnologia, cercando di colpirlo con un coltello. Indossava un casco con un telefono per filmare l’aggressione in diretta su Telegram. Il docente è riuscito a disarmarlo. Nel febbraio del 2024, a Varese, uno studente di 17 anni di un istituto professionale ha accoltellato la sua insegnante, ferendola gravemente alla schiena e a un polmone. Nel maggio del 2023 lo stesso è accaduto ad Abbiategrasso. PaTa
