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Il Chinook, camion dei cieli dell’Eufor a guida tricolore

Agli ordini del generale di divisione Maurizio Fronda: il ruolo di peace keeping

Rescue team and police secure the crash site of an European Union Force (EUFOR) helicopter near Brcko on October 30, 2026. Four Italian members of the European Union Force in Bosnia (EUFOR) were killed and 11 others injured on October 29, 2026 when an Italian military helicopter conducting a training operation crashed. EUFOR said the Chinook CH-47 helicopter crashed while on a "routine mission" in the Brcko region, about 180 kilometres (110 miles) north of Sarajevo. (Photo by ELVIS BARUKCIC / AFP)

La Bosnia non è più da anni un teatro di guerra. Ma la pace, non è riducibile all’assenza di guerra, basti pensare alle tantissime mine che è stato necessario rimuovere da quel territorio e a tutte quelle che restano. La costruzione di uno Stato e delle condizioni necessarie a vivere in sicurezza richiedono tempo, denaro, e anche uomini, uomini che rischiano. È questa attiva costruzione di una pace vera che porta avanti l’Operazione Althea, formalmente nota come European Union Force Bosnia-Erzegovina (Eufor). Ha preso il via il 2 dicembre 2004 su mandato dell’Onu. Nata come la prima vera missione dell’Unione europea sul campo di un Paese straziato, l’operazione ha raccolto il testimone della precedente missione Sfor della Nato. Un intervento a largo spettro che va dall’aiuto diretto alla popolazione alla prevenzione di scenari in cui il conflitto possa riaccendersi. Ad esempio per restare al recente passato, dal 22 agosto al 3 settembre, al comando del generale di divisione Maurizio Fronda, è stata condotta in diverse aree del Paese l’esercitazione «Quick Response 2026».

I nazionemilitari di 24 nazioni per verificare la capacità della missione di rafforzare rapidamente i reparti già presenti sul territorio in caso di crisi e continuare a contribuire al mantenimento di un ambiente sicuro. In questo contesto partecipa alle attività anche una componente dell’aviazione dell’esercito ad ala rotante. Trai mezzi dislocati nel Paese figurano due CH-47 Chinook, impiegati per trasporto truppe, logistica ed evacuazione medica, e alcuni AB-205.

Al momento non è stato specificato quale dei due Chinook sia stato coinvolto nell’incidente.

Si tratta di velivoli che sono dei veri e propri «camion» volanti dalla straordinaria capacità di trasporto, un vero classico per le forze Nato fabbricato in più di 1.200 esemplari nel corso degli anni.

Una macchina a due rotori considerata ad altissima affidabilità operativa, soprattutto negli ultimi due modelli prodotti: il CH-47F el’HH-47.

Gli ICH-47 sono proprio quelli schierati dall’Italia nel 1° Reggimento Aviazione Antares. Il Chinook, inconfondibile con la sua lunga carlinga, è il lavoratore dei cieli. Può portare di tutto: 54uomini o, in alternativa, un carico di 11.340 kg anche appeso all’esterno, oppure in configurazione medica ben 24 barelle e il personale per curare i feriti. Il suo costo per tonnellata/chilometro è davvero da record.

In questo caso però qualcosa è andata terribilmente male. E per capire esattamente il perché dello schianto vicino al villaggio di Gorica ci vorrà del tempo.

È il secondo incidente per gli elicotteri italiani: il 9agosto 2001 all’interno dell’operazione Kfor, al passo di Morines (Kosovo), precipitando dall’elicottero, durante una esercitazione notturna, persero la vita due caporal maggiori del 3º Reggimento alpini.

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