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Incidente al Colosseo, chi era Andrea Moretti e che lavoro faceva

La vittima aveva 22 anni ed era specializzato nei lavori in quota con fune. È precipitato da un’altezza di 10 metri

La procura di Roma ha aperto un fascicolo per indagare sulla morte di Andrea Moretti, l’operaio di appena 22 anni che nella notte è precipitato mentre lavorava alla nuova illuminazione del Colosseo. Seppur giovanissimo, era specializzato nella realizzazione di lavori in fune in quota ed è caduto da un’altezza di circa 10 metri. A nulla sono serviti gli interventi dei soccorritori del 118 che si sono precipitati sul posto subito dopo l’allarme.

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Originario della provincia di Teramo, Moretti non era solamente un operaio specializzato in lavori in quota ma anche, e soprattutto, un esperto rocciatore cresciuto sugli Appennini. Aveva seguito le orme del padre, operaio anche lui per tanti anni e costretto a lasciare il lavoro, circa trent’anni fa, per un infortunio che lo rese invalido. Questa specializzazione è particolarmente richiesta nel mondo edile, perché non tutti sono portati a cimentarsi in una disciplina così complicata, che richiede esperienza e competenze multidisciplinari. “Era un ragazzo solare, amante della vita, della sua terra, legato alle amicizie e ai cavalli, la sua passione”, ha dichiarato il sindaco di Crognaleto, Orlando Persia, amico personale di Moretti, che proclamerà il lutto cittadino nel giorno dei funerali.

I lavori in fune in quota sono tecniche di accesso e posizionamento che permettono di effettuare interventi edilizi o manutenzioni in altezza usando funi, imbracature e ancoraggi al posto di ponteggi o piattaforme. Al Colosseo questa tecnica è utilizzata per la conservazione del monumento, perché l’installazione di ponteggi tradizionali comporterebbe l’ancoraggio di tubi e giunti direttamente sulle murature antiche, aumentando il rischio di scheggiare o danneggiare il travertino e il tufo. L’accesso in fune, invece, permette ai restauratori di calarsi dall’alto senza esercitare pressioni meccaniche dirette sui blocchi di pietra. Inoltre, la conformazione architettonica dell’anfiteatro presenta punti estremamente complessi da raggiungere e i tecnici su corda riescono ad accedere a queste sezioni. Il sistema prevede sempre l’impiego di almeno due funi ancorate separatamente. Una fune è destinata all’accesso, alla discesa e al sostegno (fune di lavoro), mentre la seconda è una fune di sicurezza.

Moretti lavorava in questo modo insieme alla sua squadra per la posa della nuova illuminazione. In segno di lutto il Parco ha deciso di chiudere al pubblico per la giornata odierna il settore del secondo ordine in cui è avvenuto l’incidente, area tuttavia non sottoposta al sequestro da parte della magistratura, al momento impegnata nel determinare la dinamica dell’accaduto. “Un evento tragico che ci lascia sgomenti e storditi. Le poche parole che riusciamo a esprimere le dedichiamo ad Andrea, alla sua famiglia, ai suoi affetti: rivolgiamo a tutti il nostro profondo, dolente cordoglio di fronte alla morte assurda di un giovane uomo impegnato nel proprio lavoro”, ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.