Continuano le indagini sulla morte di Abderrahim Fakir a Bologna lo scorso luglio. Ci sono le prime indiscrezioni dell’autopsia eseguita sul corpo del 42enne, dalla quale emerge l’uso della cocaina. L’ipotesi era sul tavolo dai primi giorni ma ora sono arrivate le conferme dell’uso della droga da parte di Fakir, anche se il suo avvocato ci tiene a precisare che i dati tossicologici sulla cocaina trovata con le analisi su Abderrahim Fakir “sono rilevanti, come ci aspettavamo” ma il tasso “corrisponde alla metà della quantità che, per letteratura, può essere causa di morte autonoma”. Così ha spiegato l’avvocato Fabio Anselmo, che segue la famiglia. “Dall’esame tossicologico è emersa una quota di intossicazione da cocaina rilevante, ma non ci sono elementi oggettivi che possano far concludere che sia stata anche solo una concausa rispetto all’asfissia, che a nostro avviso rimane la causa esclusiva di morte”, ha specificato.
“È indubitabile che senza la componente asfittica non sarebbe morto in quelle circostanze di tempo e di luogo”, ha aggiunto l’avvocato. Ora saranno i consulenti della procura a ricostruire quanto accaduto in quel cortile del Pilastro di Bologna e, soprattutto, a dire se senza il contenimento sarebbe comunque sopraggiunta la morte per Fakir. I poliziotti in quel momento non erano a conoscenza dell’assunzione di droghe da parte del marocchino, che era in uno stato di agitazione durante il quale rischiava di fare del male a se stesso e agli altri. Per il momento sono state escluse cause cardiache e cerebrali per la morte, ma durante l’autopsia è stato trovato materiale ematico nei polmoni. La relazione finale sugli accertamenti medico legali è attesa entro una ventina di giorni.
Le indagini comunque si muovono su tutti i livelli, comprese le indagini tradizionali accanto a quelle medico-legali. Nei giorni scorsi, come riferito dal Corriere della sera, un parente di Fakir si è presentato in Procura a Bologna per consegnare il telefono principale del 42enne marocchino che finora non era stato individuato. Una consegna avvenuta su richiesta dell’avvocato della famiglia: la Procura ha ritenuto opportuno sentire la persona che lo ha poi consegnato. Il telefono sarà ora oggetto di analisi informatica, già in corso, allo scopo di ricostruire le ore precedenti di Fakir prima della tragica mattina del Pilastro.
