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Non si ferma all’alt dei carabinieri, poi ne prende a pugni uno e tenta di strangolare l’altro: arrestato un marocchino

Altra aggressione alle forze dell’ordine a Catania, dove i poliziotti sono stati colpiti con un casco durante un servizio antidroga: tre agenti risultano feriti e ricoverati per le conseguenze

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Le forze dell’ordine continuano a essere nel mirino con aggressioni sempre più violente e pericolose. Dai fatti di Palermo di una settimana fa, quando le volanti della Polizia di Stato sono state fatte oggetto di una pesante sassaiola che ha causato il ferimento di diversi agenti, sono stati numerosi gli episodi che hanno coinvolto sia la polizia che i carabinieri. Il più grave è accaduto nel veronese, dove un 38enne marocchino, Abdelilah Gandour, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.

Stando a quanto emerso, lo straniero viaggiava a bordo di un’Audi con altre due persone. Quando ha incontrato il posto di blocco allestito dai carabinieri non si è fermato, ha accelerato e cercato di fare perdere le sue tracce. I militari si sono messi all’inseguimento del veicolo per diversi chilometri, anche con manovre folli che hanno messo in pericolo la sicurezza di tutti gli automobilisti in quel momento presenti lungo la strada. Dopo lunghissimi minuti, giunti ad Asigliano, i carabinieri sono riusciti nell’intento di far fermare la vettura, che ha accostato. A quel punto i due occupanti sono scappati per i campi mentre Gandour è rimasto a bordo, scagliandosi poi contro i militari. Una delle componenti dell’equipaggio ha ricevuto diversi pugni al volto e dopo averla messa fuori gioco ha aggredito l’altro componente, mettendogli le mani al collo e stringendo fino quasi al punto di farlo svenire. Quando il carabiniere stava per perdere i sensi ha mollato la presa e ha tentato la fuga per i campi.

Ma nel frattempo i due militari, nonostante le ferite, avevano già chiamato i rinforzi ed è scattata la ricerca, durata diverse ore, che si è conclusa con l’arresto del marocchino in un casolare abbandonato. I due militari sono stati condotti in ospedale per le cure e hanno ricevuto prognosi molto alte. “Quanto accaduto è grave e inaccettabile. Non possiamo abituarci a episodi nei quali chi indossa una divisa e opera ogni giorno per la sicurezza dei cittadini viene esposto a rischi così elevati semplicemente per aver svolto il proprio dovere”, ha dichiarato Giacomo Raffi, Segretario Generale Regionale di Unarma Veneto. Raffi sottolinea inoltre come “gesti di questo tipo debbano essere condannati con la massima fermezza. Chi mette in pericolo l’incolumità degli operatori delle Forze dell’Ordine e dei cittadini deve sapere che la risposta delle istituzioni deve essere chiara, autorevole e determinata”.

Poche ore fa, a Catania, tre poliziotti sono stati invece aggrediti durante un’operazione di controllo del territorio per un servizio antidroga. Sono stati colpiti in pieno volto con un casco, uno degli agenti ha riportato la frattura del setto nasale e un trauma facciale, mentre gli altri due hanno subito contusioni e traumi vari, con una prognosi di 15 giorni ciascuno. Tutti sono stati ricoverati. “È un fatto gravissimo e inaccettabile, serve una condanna unanime, severa ed esemplare. Un episodio di una gravità inaudita, un attacco diretto ed estremamente violento. Almeno questa volta le sanzioni sono state adeguate in quanto due dei responsabili sono stati arrestati e condotti in carcere”, ha dichiarato il segretario generale aggiunto del sindacato Sap della Polizia di Stato, Giuseppe Coco.

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