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Nazionale

Oltre a Ranucci, anche Saviano deve delle scuse: ecco perché e cosa diceva in questo video

“Chi ha colpito sapeva”, sentenziava Roberto Saviano dopo l’attentato a Sigfrido Ranucci, puntando il dito contro la politica e gli anni di delegittimazione dei giornalisti. Dieci mesi di indagini hanno però individuato esecutori materiali, mandante e movente in tutt’altra direzione: e ora quella certezza affidata a un video da oltre 725mila visualizzazioni assume il sapore di una clamorosa previsione sbagliata

Saviano su caso Ranucci

Chi ha colpito sapeva. Era categorico, perentorio e assertivo più della Cassazione Roberto Saviano quando all’indomani dell’attentato dinamitardo a Sigfrido Rannucci, annunciava ai follower di Facebook da che parte bisognava cercare la verità. Non era difficile capire da dove nascesse quell’atto brutale, quella violenza cieca contro il conduttore di Report. Un lungo video - sentenza, di oltre 4 minuti, che ha ottenuto fino a oggi più 725 mila visualizzazioni, 40.077 like e 2.027 commenti.

Senza contare poi le condivisioni che hanno consentito a quel contenuto di bucare i confini della pagina per raggiungere una platea più vasta alla quale dare in pasto una narrazione a senso unico che portava sul bando degli imputati quella “politica che si permette di attaccare i giornalisti”. L’attentato a Ranucci, scriveva nel testo che accompagnava il video “non nasce oggi: è il frutto di anni di delegittimazione, di campagne mediatiche costruite per isolare, infangare, distruggere civilmente chi osa indagare il potere. Quando non si discute più delle idee ma si attacca la persona, quando il dibattito pubblico diventa un linciaggio social permanente, quando la politica – il potere – si sente autorizzata a colpire i giornalisti, la democrazia non è in pericolo: è già stata violata. Questa bomba non è solo un atto intimidatorio: è un messaggio destinato a chiunque pensi che l’inchiesta, l’analisi, la critica siano ancora spazi di libertà”. Chi ha colpito sapeva e finalmente dopo dieci mesi di indagini, ma anche di speculazioni e strumentalizzazioni, tutti noi sappiamo in quale direzione guardare, abbiamo contezza e certezza degli esecutori materiali, del mandante e del progetto folle che sembra li abbia ispirati. Così mentre il quadro va ulteriormente chiarendosi, rimane il dubbio che l’unico che forse realmente non sapeva, ma che faceva finta di aver capito tutto, di indicarci la luna era proprio Roberto Saviano.

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