Non è facile quando un proprio caro viene indagato. Non lo è soprattutto per Giuseppe Sempio e Daniela Ferrari, genitori di Andrea Sempio, nell’occhio degli inquirenti per il delitto di Garlasco. Il 39enne è infatti accusato di aver ucciso Chiara Poggi il 13 agosto 2007, omicidio per il quale è stato condannato nel 2015 Alberto Stasi.
Le nuove indagini sono partite a marzo 2025 e a fine settembre 2026 si sono concluse, per cui il destino dell’indagato presto si compirà, con un’archiviazione o con un rinvio a giudizio. Per mamma Daniela in questo momento cambia poco: “Per noi sarà un sollievo quando mio figlio verrà scagionato definitivamente. Spero in una giustizia giusta. Fiducia nella giustizia in questo momento, finché mio figlio non sarà scagionato totalmente, non posso dire di averne, perché ne sento troppe e io spero in una giustizia giusta”, ha commentato la donna nell’intervista concessa a Quarto Grado.
Nei mesi scorsi Daniela Ferrari è finita in ospedale a seguito di un’overdose dei farmaci, che i legali del figlio hanno confermato essere stato un tentativo di suicidio. La tensione di avere la stampa sempre alle costole, una vita privata annullata e le comprensibili preoccupazioni per il figlio hanno caratterizzato la sua quotidianità nell’ultimo anno e mezzo. “Ancora male - ha proseguito la donna - sto ancora prendendo farmaci e la cosa più pesante e assurda è il fatto di non poter uscire di casa. Io non posso permettermi di andare a farmi una passeggiata a piedi oppure 100 metri da qua al supermercato, perché a qualsiasi ora del giorno vengo inseguita, dalle 7 di mattina alle 19”.
Secondo Daniela Ferrari l’apparente calma di Andrea Sempio potrebbe essere una reazione, una corazza per non preoccupare i genitori e le persone che gli vogliono bene. Ha inoltre raccontato che si aspettava che a ridosso della scarcerazione di Stasi sarebbe accaduto qualcosa, ma non che la situazione avrebbe coinvolto il figlio. Chiede anche a gran voce che gli inquirenti escano dalla tunnel vision e indaghino non in una sola direzione, ma al tempo stesso scagiona le cugine di Chiara, Stefania e Paola Cappa: “Quelle due ragazze lì non c’entrano assolutamente niente”.
Nei giorni scorsi hanno fatto scalpore le parole di Daniela Ferrari emerse in alcune intercettazioni, in cui la donna nominava i genitori di Chiara Poggi e aveva una reazione verbale di sfogo. Ferrari ha chiarito: “Era un periodo dove ero particolarmente stressata, ce l’avevo con tutti. Quello che io ho detto è una cosa che ha a che fare solo con me e con la mia coscienza, e basta. È un’intercettazione che i Poggi non avrebbero neanche dovuto sentire. Mi dispiace che l’abbiano sentita, perché uno in casa sua può dire quello che vuole e non è giusto che tutto quello che venga detto in casa, venga buttato fuori”.
Ma Andrea Sempio non è il solo indagato della famiglia: il padre Giuseppe è infatti al vaglio degli inquirenti per presunta corruzione. Durante le indagini del 2017, la famiglia avrebbe infatti operato uno spostamento di capitali: chi investiga ipotizza che possa essere servito per corrompere chi indagava all’epoca - posto che su questo punto il pm dell’epoca Mario Venditti è stato archiviato - mentre la famiglia Sempio sostiene che quei soldi siano serviti per pagare gli avvocati Massimo Lovati, Federico Soldani e Simone Grassi, che seguivano Andrea nel 2017 appunto.
“Spero che mio figlio non venga fatto entrare in questa cosa - ha chiosato Giuseppe Sempio, sempre a Quarto Grado - Oltretutto, l’inizio coincide con il fatto che noi avevamo consegnato una cifra agli avvocati per seguire mio figlio nel 2016, dopo che è stato indagato. Erano quei famosi soldi di cui si parlava, i 45mila euro, poi c’erano altri soldi che sono stati dati quando c’è stato bisogno di avere il documento dal generale Garofano”. L’ex generale dei Ris Luciano Garofano è stato per un breve periodo consulente di Andrea Sempio.
Giuseppe Sempio afferma di non credere neppure che a sua insaputa quel denaro sia stato utilizzato per corrompere e di non essersi posto molte domande, per via dell’indagine improvvisa che aveva interessato il figlio e che avevano appreso dalla tv l’antivigilia di Natale del 2016. Però se tornasse indietro nel tempo farebbe qualcosa di diverso: “No, se tornassi indietro l’unica cosa che farei è farmi fare la fattura. Solo quello. Quello che hanno fatto gli avvocati in quel periodo, secondo me, non l’hanno fatto male. Hanno fatto bene, sono stati pagati per il loro lavoro”.
Alla fine Giuseppe Sempio si abbandona a uno sfogo: “Questa non è più la nostra casa, siamo intercettati dappertutto. In casa nostra noi dobbiamo stare attenti, dici una cosa che per noi in dialetto è una cosa normale, e poi la rigirano. Spero che sia l’ultima volta per me, per mio figlio, mia moglie e per i Poggi. I Poggi hanno perso una figlia e io non riuscirei a reggere di non averla più in casa. È spaventoso, hanno una forza incredibile, non so come la gente possa continuare a insultarli, non si può insultare una famiglia che ha perso una figlia, che era il gioiello di casa insieme al fratello. Non so come fanno a stare in piedi. E d’altronde anche noi stiamo tribolando dal 2016 fino ad adesso. Ma mio figlio con quella roba lì non c’entra niente, non ha niente a che vedere”.
