Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 12:22
Nazionale

Rai, inviati di Report sul piede di guerra: “No a un conduttore esterno”. E attaccano i giornali “legati al governo”

Gli inviati contro l’ipotesi di un successore “esterno e parlano di un “preciso disegno politico”. Nel mirino finiscono anche i gruppi editoriali considerati vicini alla maggioranza

E i bombaroli ammettono: dovevamo solo fare scena

A Report ormai non si difende soltanto Sigfrido Ranucci. Si difende la trasmissione, la redazione e perfino il diritto di decidere chi potrà eventualmente raccogliere l’eredità del conduttore. Gli inviati del programma di Rai3 hanno messo tutto nero su bianco in un documento interno che arriva mentre continuano a rincorrersi le voci sul futuro di Ranucci. Esprimiamo la nostra contrarietà a qualsiasi ipotesi di conduttore e capoautore esterno alla guida di Report”, scrivono i giornalisti. Una presa di posizione netta, accompagnata dalla convinzione che quanto sta accadendo intorno al programma vada ormai ben oltre il caso Lavitola.

“È ormai evidente come l’annunciata rimozione di Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report abbia a che fare solo in parte con la vicenda Lavitola e che segua in realtà un preciso disegno politico”. E nel racconto di questo presunto disegno entrano anche i giornali.

La redazione denuncia infatti “la violenza con cui, prendendo a pretesto l’indagine giudiziaria sull’attentato, alcuni gruppi editoriali legati a partiti della maggioranza abbiano preso di mira la trasmissione, i suoi giornalisti e le principali inchieste mandate in onda, con il chiaro intento di delegittimare e infangare uno degli ultimi presidi di libertà e di indipendenza informativa del servizio pubblico”. E così anche i giornali che hanno commentato il caso finiscono dentro la grande categoria dei possibili protagonisti del “disegno politico”.

Per questo chiedono alla Rai di difendere quello che definiscono “uno dei suoi marchi più prestigiosi”, tanto per qualità quanto per ascolti, e di continuare a garantirgli “l’autonomia che in tutte le democrazie europee viene attribuita a simili trasmissioni di giornalismo investigativo”. E precisano anche: “All’interno della redazione ci sono già le professionalità necessarie, che in questi anni hanno fatto funzionare la macchina del programma”.

E per non far mancare nulla , l’avvertimento finale: “Qualsiasi scelta differente sarà da noi giudicata come ostile e tesa alla normalizzazione e al commissariamento del programma”.

C’è anche da specificare che l’indipendenza dell’informazione vale anche per chi fa domande a Report, non soltanto per chi le fa dentro Report.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.