Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 07:25
Nazionale

Scuola e voli, venerdì di sciopero: salari e precariato al centro della protesta

Il Sisa chiama alla mobilitazione docenti, dirigenti e personale Ata di tutta Italia, a Livorno si aggiunge lo stop dell’Usb. Giornata difficile anche negli aeroporti con lo sciopero di EasyJet

Benevento, ubriaco alla guida di uno scuolabus

Stamattina molte famiglie hanno scoperto solo davanti ai cancelli se le lezioni si sarebbero tenute regolarmente. Oggi il mondo della scuola incrocia le braccia per due vertenze diverse: una nazionale e una circoscritta alla Toscana costiera. Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha ufficializzato la giornata di agitazione con l’avviso n. 60 del 9 ottobre 2026.

Una protesta lunga 24 ore

La mobilitazione principale porta la firma del Sisa. Il Sindacato indipendente scuola e ambiente ha indetto uno sciopero nazionale che copre l’intera giornata di oggi, coinvolgendo docenti, dirigenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario, senza distinzione tra lavoratori di ruolo e precari. L’astensione interessa unicamente il comparto Istruzione e Ricerca.

Le richieste: stipendi, organici e un ruolo unico

Il cuore della vertenza è economico: il sindacato chiede un aumento delle retribuzioni pari al 20%, ritenuto necessario per compensare l’erosione dovuta all’inflazione, e misure contro la precarietà. Ma la piattaforma va oltre. Tra le rivendicazioni figura un ruolo unico per gli insegnanti, con orario e stipendio identici in ogni ordine di scuola. Il Sisa reclama poi un piano straordinario di assunzioni per il personale Ata, che giudica troppo esiguo rispetto al carico di adempimenti burocratici e alla sorveglianza degli edifici. Sul tavolo anche nuove norme per il pensionamento volontario di docenti e Ata con determinati livelli di invalidità civile e almeno trent’anni di servizio e contributi.

Il caso Livorno

Accanto alla protesta nazionale c’è quella locale. Lo sciopero indetto dall’Usb Pubblico impiego scuola riguarda solo gli istituti della provincia di Livorno, dove si fermano docenti, personale educativo, Ata e dirigenti, sia a tempo determinato sia indeterminato. Le scuole delle altre province restano escluse da questa vertenza, pur rientrando in quella proclamata dal Sisa.

Aperte o chiuse? Decide l’adesione

Nessun istituto chiude per decreto. Ogni scuola fa i conti con il numero di lavoratori che hanno scelto di astenersi: dove l’adesione è bassa si va avanti come sempre, altrove possono scattare entrate ritardate, uscite anticipate o orari ridotti. Nei casi estremi, quando vigilanza e sicurezza degli alunni non sono garantite, il dirigente può disporre la chiusura totale del plesso. Il registro elettronico, il sito della scuola e le circolari restano i canali da consultare.

Disagi anche sugli scuolabus

Le difficoltà potrebbero non fermarsi all’aula. A Catania, Monopoli e Fiumicino il trasporto scolastico assicurerà soltanto la corsa del mattino, senza il rientro pomeridiano.

Venerdì nero anche per chi vola

La scuola non è l’unico fronte aperto. Nella stessa giornata incrocia le braccia, per l’intero arco delle 24 ore, il personale di volo di EasyJet, su proclamazione dell’Usb Lavoro privato. L’agitazione si somma ad altri stop negli scali: a Venezia si fermano gli addetti alla sicurezza del Marco Polo, con possibili code ai controlli, mentre in Toscana scioperano i lavoratori dei servizi aeroportuali di Pisa e Firenze. La coincidenza con il venerdì, tradizionale giorno di partenze per il fine settimana, rischia di amplificare i disagi. Non tutti i voli saranno cancellati: la compagnia informa direttamente i passeggeri coinvolti, offrendo la possibilità di riprogrammare il viaggio o di ottenere il rimborso. In Campania, infine, è previsto in serata uno sciopero di quattro ore del personale viaggiante dell’Eav.

Un autunno caldo

Quello di oggi è il secondo di tre venerdì di agitazione. Il 2 ottobre era già stato proclamato uno sciopero dalla Csle che coinvolgeva anche la scuola con lo sciopero indetto dalla Csle, mentre il 30 è atteso lo sciopero generale proclamato dall’Usi-Cit, che chiede più fondi per lo stato sociale, a partire da scuola, sanità ed edilizia pubblica.

Commenti