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“Tua figlia è morta”: l’ultimo sms di Vella alla madre di Lorena. In auto fascette e forbici: si ipotizza la premeditazione

Il ritrovamento in auto di fascette, forbici e un lenzuolo rafforza l’ipotesi di un’aggressione pianificata. La donna era riuscita a chiedere aiuto dal bagagliaio prima dell’epilogo sul cavalcavia dell’A1

Tragedia Federico Vella, 36 anni, e Lorena Isceri, 47 anni

Un sacchetto di fascette da elettricista, un paio di forbici, un lenzuolo. Sono gli oggetti trovati dalla polizia scientifica nell’automobile lasciata da Federico Vella, 36 anni, davanti all’abitazione dell’ex compagna, nel quartiere fiorentino di Rifredi. Un ritrovamento che, secondo gli investigatori della squadra mobile, rafforzerebbe l’ipotesi che quanto accaduto giovedì scorso non sia stato un gesto improvviso, ma pianificato nei dettagli.

Vella è l’uomo che le indagini ritengono responsabile della morte di Lorena Isceri, 45 anni, precipitata da un cavalcavia dell’autostrada A1, nel territorio di Barberino di Mugello. Poco dopo, l’uomo si è lanciato a sua volta nel vuoto, ponendo fine anche alla propria vita.

La sequenza ricostruita dagli investigatori

Secondo la ricostruzione della squadra mobile, guidata da Domenico Balsamo e coordinata dal pubblico ministero Andrea Natali, l’aggressione sarebbe cominciata nel garage dell’abitazione della donna. Vella si sarebbe introdotto nell’area del cancello disattivando la fotocellula con dello scotch, per poi nascondersi in attesa del rientro della ex compagna dal lavoro.

Al suo arrivo, l’uomo l’avrebbe colpita e immobilizzata con le fascette, per poi rinchiuderla nel bagagliaio del proprio veicolo. È un dettaglio, questo, che, come riporta il Corriere Fiorentino, si è rivelato decisivo: nella borsa riposta lì dentro, la donna aveva con sé il telefono aziendale.

Con quel cellulare Lorena Isceri sarebbe riuscita a inviare un messaggio vocale a un conoscente, che ha immediatamente lanciato l’allarme, e a contattare il numero unico di emergenza 112. La chiamata, partita alle 14.10 di giovedì, sarebbe durata circa venti minuti, con la donna che ripeteva agli operatori di essere stata sequestrata e di temere per la propria vita. La linea è caduta, ma la localizzazione del telefono ha permesso alle forze dell’ordine di individuare l’area di Calenzano.

L’intervento sul viadotto e le trattative

A segnalare la presenza dei due sul cavalcavia dell’A1 sarebbe stato un automobilista in transito, che ha avvertito la polizia stradale. Sul posto sono confluite diverse pattuglie e per circa quaranta minuti gli agenti avrebbero cercato di dialogare con Vella nel tentativo di farlo desistere. Il tratto autostradale è stato chiuso al traffico per consentire l’intervento. Le trattative, secondo quanto riferito, non hanno avuto l’esito sperato: l’uomo si è lanciato dal viadotto poco dopo aver ucciso la donna.

Durante quei minuti concitati, Vella avrebbe inviato un messaggio alla madre della vittima, comunicandole la morte della figlia, e avrebbe successivamente telefonato alla propria madre. È stata quest’ultima, dopo la conversazione con il figlio, a rivolgersi alle forze dell’ordine per riferire quanto appreso.

Una relazione finita ad agosto

Dalle prime informazioni raccolte dagli investigatori, la relazione tra i due si sarebbe interrotta a metà agosto, dopo che la donna avrebbe scoperto un presunto tradimento da parte del compagno. Nelle settimane successive, secondo quanto ricostruito attraverso testimonianze di amici e familiari, Vella avrebbe più volte tentato un riavvicinamento, arrivando anche a contattare la madre della donna per chiederle di intercedere.

Amiche e parenti di Lorena Isceri, sentiti nelle ultime ore dagli inquirenti, avrebbero riferito di un comportamento dell’uomo percepito come insolito e preoccupante nel periodo successivo alla rottura. Agli atti non risultano, tuttavia, denunce formali presentate dalla donna nei confronti dell’ex compagno.

Le prossime tappe dell’inchiesta

La procura di Firenze ha disposto per lunedì l’esame autoptico sul corpo della vittima e sta valutando l’ipotesi di premeditazione. Gli inquirenti stanno inoltre analizzando i dispositivi telefonici sequestrati a entrambi, oltre a un carteggio - lettere e biglietti scambiati tra i due nel tempo - rinvenuto durante le perquisizioni. Il materiale sarà esaminato nei prossimi giorni per ricostruire con maggiore precisione i mesi precedenti alla tragedia. Secondo quanto emerso, l’uomo sarebbe stato inoltre seguito da uno specialista psichiatra.

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