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Non vuole la cartella clinica online e sfascia il pronto soccorso

È successo lunedì sera nell'astanteria del San Gerardo. In manette un pregiudicato di 49 anni

Non vuole la cartella clinica online e sfascia il pronto soccorso
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Lunedì sera l'ospedale San Gerardo di Monza è stato teatro di un episodio assurdo e inquietante. Un pregiudicato di 49 anni, residente lì, si è presentato allo sportello dell'accoglienza chiedendo il referto di un precedente infortunio. Quando il personale sanitario gli ha spiegato gentilmente che poteva scaricarlo direttamente online, qualcosa è scattato in lui. Accecato da una rabbia improvvisa e ingiustificata, ha afferrato con forza una sedia di metallo e l'ha scagliata violentemente contro l'ufficio.

Il lancio ha danneggiato gli arredi e alcuni strumenti informatici, seminando paura tra gli operatori. L'uomo intanto ha cominciato a dare in escandescenze, urlando e gesticolando, finché non è intervenuta la polizia. Con professionalità e fermezza, gli agenti sono riusciti a bloccarlo e a riportare la calma. L'individuo è stato arrestato con l'accusa di danneggiamento, aggressione al personale sanitario e resistenza a pubblico ufficiale.

L'episodio ha lasciato sgomenti i presenti: un semplice suggerimento tecnologico ha scatenato una reazione così sproporzionata. Al termine della convalida dell'arresto, la giudice monzese Valentina Leggio ha disposto la reclusione per l'uomo.

Questo gesto non solo ha interrotto il lavoro di chi ogni giorno si prende cura degli altri, ma ha anche ferito la serenità di un luogo dedicato alla guarigione. La violenza contro il personale sanitario rimane una piaga inaccettabile della nostra società.

Un banale referto, accessibile con un clic, è diventato pretesto per distruzione e aggressività.

L'ospedale San Gerardo, punto di riferimento per migliaia di persone, si è ritrovato ancora una volta a fare i conti con l'irrazionalità umana.

Fortunatamente nessuno è rimasto ferito fisicamente, ma lo spavento e il danno materiale restano.

Episodi come questo ricordano quanto sia fragile l'equilibrio tra pazienza e frustrazione. La giustizia ha risposto con tempestività, confermando che certi comportamenti non possono essere tollerati.

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