Striscione a Palermo: "State a casa, teste di m..".

L'invito a restare a casa a Palermo diventa virale grazie ad uno striscione che lascia pochi dubbi all'interpretazione. A Delia, nel nisseno, il sindaco fa un video che diventa virale

In tempo di coronavirus e dell'emergenza sanitaria che sta flagellando l'Europa, non poteva esserci altra frase più significativa ed eloquente per esprimere lo stato d'animo e la preoccupazione dei siciliani e dei palermitani a causa della pandemia. Ed è qui che arriva l'ironia tipica delle popolazioni del Sud, capaci di sdrammatizzare anche nei momenti più difficili, capaci di strappare un sorriso anche quando non c'è proprio tanta voglia di ridere. Eppure succede anche questo: tra divieti e proibizioni, c'è chi riesce a lanciare un messaggio, forse un po' volgare, ma sicuramente efficace. Un lenzuolo bianco e una scritta in nero sono comparsi ieri sera al villaggio santa Rosalia a Palermo. "Dovete stare a casa, teste di minchia". Nessun giro di parole, nessuna metafora, ma la reinterpretazione dell'hastahg del momento #iorestoacasa. Coniugata con l'espressione tipica dei siciliani: quel minchia che significa tutto e niente e non attende repliche, ma che invece, ha un unico destinatario, ovvero chi è ancora in giro senza motivo a chi non rispetta i divieti e a chi pensa di essere immune dall'epidemia.

La foto sta facendo il giro del web ed è accompagnata da numerosi "mi piace" su Facebook e dai cuoricini su Instagram. Migliaia le condivisioni sui profili e sulle pagine del più famosi social. È l'effetto che riescono ad ottenere in tempo di quarantena i social network che amplificano i messaggi L'invito a restare a casa è stato rivolto ripetutamente e con vigore dal premier Giuseppe Conte, da più esponenti politici, sindaci, amministratori, medici. Altri striscioni con lo stesso invito compaiono giorno dopo giorno sui balconi delle città. Ma l'effetto di questo messaggio sembra che abbia sicuramente una maggiore presa. Lo ha fatto anche il governatore Nello Musumeci. "Qui siamo al centro della più insidiosa epidemia che l'umanità abbia conosciuto negli ultimi cento anni. Dobbiamo convincerci che il nemico è molto più forte di noi. E per combatterlo non abbiamo sufficienti armi. Ecco perché lo dico direttamente in siciliano: 'Stativi ni casi'".

Così com'è stato nei giorni scorsi il video messaggio del sindaco di Delia (Caltanissetta), Gianfilippo Maria Bancheri, autore del video su Facebook diventato virale nel giro di 24 ore. Otto minuti in cui, il sindaco agitava la sua furia contro chi a casa proprio non riesce a starci, nemmeno in tempo di epidemia. "Mi sono arrabbiato e ho richiamato all'ordine quelle persone che fanno finta che il problema non esista. Tutti podisti improvvisi, tutti superficiali. Sono pochi ma non devono esserci. Il mio video è diventato virale, perchè questo nostro problema è di tutti i comuni. Pensano che il problema sia degli altri, ma i morti sono reali".

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