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Parlamento

Ddl antisemitismo, la Brigata Ebraica contro Schlein: “Un tradimento”. E il no spacca ancora il Pd

Davide Romano attacca la linea dem e parla di una “coltellata alla schiena” degli ebrei italiani. Ma anche nel Pd i riformisti frenano sul voto contrario. Un copione già visto dopo le contestazioni alla Brigata Ebraica al corteo del 25 aprile a Milano

Quel "disagio" dentro il Pd. Ma Elly prepara il repulisti

Il no al ddl antisemitismo aprirebbe un’altra crepa nel Partito democratico. E questa volta a puntare il dito contro Elly Schlein è direttamente la Brigata Ebraica. “È un tradimento. Non solo della comunità ebraica, ma degli stessi valori della sinistra”, attacca Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano, dopo l’annuncio della segretaria dem che, senza modifiche al testo, il Pd voterà contro alla Camera. Schlein, al termine di una lunga riunione con i deputati ha chiesto alla maggioranza di cambiare la definizione di antisemitismo contenuta nel provvedimento, spiegando che in quel caso il Pd sarebbe disponibile a sostenerlo. Se il testo resterà quello attuale, invece, arriverà il no. Una linea che non mette però tutti d’accordo neppure al Nazareno. L’area riformista continua a guardare con favore al provvedimento e alcuni parlamentari, tra cui Piero Fassino e Lia Quartapelle, si sono mossi in direzione diversa rispetto alla maggioranza del gruppo. La frattura era già emersa al Senato quando il ddl venne approvato lo scorso marzo, 21 senatori dem si astennero, mentre sei riformisti votarono a favore insieme alla maggioranza, a Italia Viva e ad altri esponenti dell’opposizione. M5S e Avs, ricordiamo, votarono invece contro. Ed è proprio ai riformisti che Romano rivolge il suo ringraziamento. “Hanno mantenuto la schiena dritta”, insieme a Italia Viva, prendendo le distanze dalla linea del Campo largo. Poi per Romano il possibile voto contrario rappresenta “una coltellata alla schiena degli italiani di religione ebraica proprio nel momento peggiore vissuto dal 1946 a oggi”. A sostegno dell’allarme ci sono anche i dati sull’antisemitismo, il rapporto 2025 dell’Osservatorio della Fondazione CDEC ha censito 963 episodi, contro gli 877 dell’anno precedente, i 453 del 2023 e i 241 del 2022. Nella propria sintesi il CDEC parla di un livello pari a circa il 400% di quello registrato nel 2022 e segnala soprattutto l’aumento delle forme più gravi. Lo scontro di queste ore non nasce dal nulla, tra una parte del Pd e la Brigata Ebraica le tensioni erano già esplose intorno al 25 aprile. Nel 2025 lo spezzone della Brigata a Milano venne accompagnato lungo il corteo da contestazioni e insulti di manifestanti pro-Palestina, con polizia e City Angels a separare i gruppi. Un anno dopo la situazione si fece ancora più pesante. Durante il corteo del 25 aprile 2026 la Brigata Ebraica venne nuovamente contestata e, dopo oltre due ore di tensione, lasciò il percorso scortata dalle forze dell’ordine. In quell’occasione Emanuele Fiano denunciò anche l’insulto “saponette mancate”. Ad ogni modo la segretaria quel 25 aprile non era a Milano, aveva scelto Sant’Anna di Stazzema, dove tenne l’orazione ufficiale per la Festa della Liberazione e incontrò i superstiti dell’eccidio nazifascista. Cinque mesi dopo, la stessa faglia torna a riaprirsi sul ddl.

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