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Parlamento

La “sardina” di Schlein colpisce ancora: il repost sugli italiani e il gasolio

Raffaele Giuliani torna sui social con nuovi messaggi sulle mobilitazioni in Francia e accusa il governo di aver seminato “odio verbale”. Nei giorni scorsi aveva già condiviso un post sulle “vetrine rotte” e sulle ragioni della protesta

La “sardina” pro Pal di Elly

La “sardina” pro Pal di Elly, l’influencer che dovrebbe intercettare i voti dell’estrema sinistra, torna a colpire. La “sardina” è Raffaele Giuliani, che come ha spiegato il Giornale è stato scoperto mediaticamente da Francesco Nicodemo – guru della comunicazione di sinistra – e introdotto alla Schlein da Marina Sereni, responsabile sanità Pd ed ex viceministro degli Esteri durante il secondo governo Conte e in quello Draghi. Giovedì sera Giuliani aveva ripubblicato una “storia” su Instagram in cui c’era scritto: «Perché in Italia non protestiamo come in Francia? Ci preoccupiamo più delle “vetrine rotte” che dei motivi per cui la gente scende in strada». Ora, sempre sui social, il riccioluto 25enne che ricorda Mattia Santori, l’allora leader delle “Sardine” passato politicamente a miglior olio, torna alla carica. Questo il messaggio ripubblicato nelle ultime ore: «Ah, questi italiani pecoroni che invece di protestare come in Francia fanno la fila per il gasolio a 2 euro e venti! Parliamone…». Sotto sono stati riportati messaggi di altri utenti. Questo è uno: «Complimenti ai francesi che stanno dimostrando di avere gli attributi, cosa che in Italia non avviene». Giuliani, autoproclamatosi “divulgatore social”, ormai contesto da tutti i salotti della sinistra che piace alla gente che non piace, chiosa: «Post perfetto. Non è sempre colpa del popolo, anzi». Quindi evviva i delinquenti francesi, centri sociali, disobbedienti e giovani di seconda e terza degenerazione che hanno distrutto città (torneranno a farlo il 6 ottobre) e ferito centinaia di poliziotti. Hanno anche cosparso di benzina il preside di una scuola.

Altro post potenzialmente incendiario. Giuliani pubblica un articolo di Repubblica e scrive: «Nell’ultimo mese sono massicciamente emersi i frutti dell’odio verbale seminato dal governo…». Avanti così. Nel silenzio generale della sinistra e della Schlein, ma non solo.

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