È morta all’età di 97 anni Bunny Levine. L’attrice americana si è spenta nel sonno per cause naturali mentre si trovava nella sua abitazione di Tarzana, in California. La notizia della sua scomparsa è stata data dal suo agente Mike Eisenstadt a “The Hollywood Reporter” e si è presto diffusa sui siti di informazione internazionali visto il lungo curriculum dell’attrice in produzioni televisive e cinematografiche di grande successo.
La passione per la recitazione accompagnò Bunny Levine fin da giovanissima, ma subito dopo la laurea decise di mettere da parte il sogno di diventare attrice. Per oltre due decenni lavorò come bibliotecaria scolastica, dedicandosi anche alla crescita dei tre figli – Joseph, Martin e Frances - poi, una volta raggiunto il pensionamento, tornò a inseguire il sogno di diventare attrice.
Tra serie tv e cinema
La seconda vita artistica di Bunny Levine era iniziata a 60 anni quando, subito dopo la morte del marito, Bernard Levine avvenuta nel 2003, si trasferì a Los Angeles. Frequentò corsi di recitazione, ottenendo i primi ingaggi in spot pubblicitari, soap opera e serie televisive di successo come “Law & Order - I due volti della giustizia”, “Tutti amano Raymond”, “Ugly Betty”, “Private Practice”, “Criminal Minds”, “2 Broke Girls”, “Raising Hope”, “New Girl”, “Gilmore Girls” e “Shameless”. Parallelamente aveva costruito una solida filmografia, prendendo parte a pellicole come “Slime City”, “The Jimmy Show” e “La La Land”. Nel 2008 aveva condiviso il set con Adam Sandler in “Zohan - Tutte le donne vengono al pettine”, tornando a lavorare con l’attore in “Sandy Wexler” nel 2017 e, ancora, nel film Netflix “Non sei invitata al mio bat mitzvah” del 2023. Nonostante l’età, Levine aveva continuato a recitare oltre i 90 anni. Tra i suoi ultimi lavori ci sono “The Invisible Raptor” (2023), “Sacramento - Una strada da ritrovare e Thelma” (2024) e “The Cure” uscito nel 2026.
