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Personaggi

Morta Cassandra Wilson, la voce del jazz americano. Aveva 70 anni

Con una voce bassa e roca, ha saputo evocare la tradizione blues delle sue origini in Mississippi: ecco i più grandi successi e riconoscimenti

Il mondo della musica piange la scomparsa di Cassandra Wilson, cantautrice e produttrice jazz vincitrice di due Grammy Award Wilson è morta il 2 settembre a Jackson, Mississippi, all’età di 70 anni. Definita la migliore cantante americana dalla rivista Time nel 2001, Wilson era conosciuta in tutto il mondo specialmente per la voce eclettica, capace di ampliare i confini del jazz tradizionale basato sul blues e di spaziare con disinvoltura tra folk, pop, R&B, country e altro ancora. Al centro di tutta la sua opera c’era il suo inconfondibile contralto, un suono soul profondamente legato alle sue radici.

La nota del manager

Robert Torre, manager di Wilson da 20 anni, ha reso noto la scomparsa della grande jazzista al quotidiano Wbgo. “È con profondo dolore che annunciamo la scomparsa di Cassandra Wilson, leggendaria artista jazz vincitrice di un Grammy Award. Cassandra Wilson si è spenta serenamente nella sua casa, circondata dalla famiglia, dagli amici più cari e dal suo manager. La sua famiglia e i suoi amici più cari chiedono rispettosamente privacy in questo momento difficile, mentre piangono la sua perdita”.

La carriera di Wilson

Nata il 4 dicembre 1955, Cassandra ha cominciato a suonare il pianoforte già all’età di sei anni, la chitarra a 12 anni e a metà degli anni ’70 lavorava come cantante, interpretando un repertorio molto vario. Dopo essersi trasferita a New York all’inizio degli Anni ’80, Cassandra ha incontrato il sassofonista Steve Coleman diventando uno dei membri fondatori del collettivo M-Base.

Al termine della sua esperienza con gli M-Base, Wilson ha cercato un contesto più acustico per la sua espressione vocale: prima un contratto con la Blue Note Records nel 1992 e la successiva pubblicazione di un album fondamentale intitolato “Blue Light ‘Till Dawn”, che avrebbe aperto la strada a una nuova generazione di cantanti jazz alla ricerca di un approccio e di un repertorio che sfidassero il primato del repertorio standard americano.

I riconoscimenti più prestigiosi

Wilson ha continuato a reinterpretare in modo originale e creativo jazz, blues classico, country e folk. Tra i suoi riconoscimenti figurano due Grammy, il Django d’Or, l’Edison Music Award e una targa commemorativa sul Mississippi Blues Trail. Nel marzo 2022, Wilson ha ricevuto la National Endowment for the Arts Jazz Master’s Fellowship. Tra i suoi ruoli ha anche interpretato uno dei principali in “Blood on the Fields” di Wynton Marsalis, la prima opera jazz a ricevere il Premio Pulitzer.

Nel 2015, Cassandra Wilson ha stretto una collaborazione con la prestigiosa etichetta Legacy, una sussidiaria di Sony Music. Il National Endowment for the Arts ha nominato Wilson come NEA Jazz Master 2022, insieme a Stanley Clarke, Billy Hart e Donald Harrison.

“Non c’erano limiti”

“Per Cassandra Wilson non c’erano limiti a ciò che esplorava. E lo faceva con quella sua voce sensuale e graffiante, che si trattasse di una rivisitazione di Miles Davis, di un grande classico americano o di un’immersione nel mondo di Bob Dylan”, ha affermato Gary Walker, conduttore del programma “Daybreak” di Wbgo che ha incontrato Cassandra Wilson per la prima volta negli studi di Newark nel 1982, prima che diventasse famosa.

“La sua interpretazione di ‘Lay Lady Lay’ di Dylan è semplicemente fenomenale. Ogni volta che si avvicinava a un brano musicale con quella sua aura sensuale e graffiante, pensavi ‘questa è la musica di Cassandra’, perché lo era davvero”.

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