Lutto nel mondo della televisione americana. È morto all’età di 80 anni Vincent Pastore, l’attore che ha dato il volto a Salvatore "Big Pussy" Bonpensiero, uno dei personaggi più iconici della serie cult I Soprano. A comunicare la notizia è stato il suo manager Robert Attermann, senza fornire dettagli sulle cause del decesso. Secondo quanto riportato dai media statunitensi, Pastore è stato trovato senza vita nella sua abitazione nel Bronx, a New York, dopo che alcuni amici e vicini, preoccupati perché non avevano più sue notizie da alcuni giorni, hanno deciso di controllare come stesse.
Il personaggio che ha segnato la storia de “I Soprano”
Se Vincent Pastore aveva già alle spalle una lunga carriera tra cinema e televisione, è stato il ruolo di Salvatore Bonpensiero a consegnarlo definitivamente alla storia della serialità. Nella celebre produzione HBO interpretava il fidato collaboratore di Tony Soprano, il boss interpretato da James Gandolfini, ma dietro la sua apparente lealtà si nascondeva un segreto destinato a cambiare il corso della serie. Big Pussy, infatti, era diventato un informatore dell’Fbi, combattuto tra l’amicizia nei confronti di Tony e la collaborazione con le autorità. Quel conflitto interiore ha dato vita a una delle trame più intense delle prime stagioni, culminata in una delle scene più memorabili dell’intera serie: la sua esecuzione su una barca per mano dello stesso Tony, insieme a Paulie Gualtieri e Silvio Dante. Il personaggio conquistò il pubblico proprio grazie alla sua umanità. Pur essendo un mafioso, appariva fragile, pieno di dubbi e incapace di sfuggire al destino che lui stesso aveva contribuito a costruire.
Una lunga carriera tra gangster e film cult
Prima del successo televisivo, Pastore era già un volto familiare del cinema americano, soprattutto nei film dedicati alla criminalità organizzata. La sua corporatura imponente e il forte accento newyorkese lo rendevano perfetto per interpretare mafiosi, uomini d’onore e scagnozzi. Tra le sue apparizioni più note figurano Quei bravi ragazzi (Goodfellas) di Martin Scorsese e Carlito’s Way di Brian De Palma, due classici del cinema gangster. Negli anni Novanta prese parte anche a numerosi altri film ambientati nell’universo mafioso, come Gotti, Night Falls on Manhattan e Mickey Blue Eyes, lavorando spesso accanto ad attori che in seguito sarebbero entrati nel cast de I Soprano.
Il successo arrivato dopo tanti anni di lavoro
Diversamente da molti colleghi, Vincent Pastore non intraprese subito la carriera artistica. Prima di diventare attore svolse diversi mestieri. lavorò come buttafuori nei locali notturni, autista di limousine e arrivò persino a gestire un nightclub a New Rochelle. Fu proprio frequentando quell’ambiente che alcuni attori, colpiti dal suo carisma, lo convinsero a iscriversi a corsi di recitazione e a presentarsi ai provini. La sua esperienza di vita, unita alla naturale credibilità davanti alla macchina da presa, gli permise di ottenere rapidamente piccoli ruoli fino ad arrivare alle grandi produzioni. In un’intervista spiegò con grande sincerità il motivo per cui interpretava con tanta naturalezza i personaggi duri: “Per me è più facile fare il duro che il bravo ragazzo. Sono cresciuto in un quartiere difficile. Non ho studiato i classici: sono un attore di strada. Molto della mia formazione l’ho fatta direttamente sui set”.
Dalla Marina militare alla televisione
Nato il 14 luglio 1946 nel Bronx, Vincent Dominic Pastore era cresciuto a New Rochelle, nello Stato di New York, in una famiglia di origini italiane profondamente legata alle proprie tradizioni. Durante la guerra del Vietnam aveva prestato servizio nella Marina degli Stati Uniti e, terminata l’esperienza militare, aveva deciso di iscriversi all’università conseguendo una laurea in arte drammatica. Anche dopo la fine della sua avventura ne I Soprano, continuò a lavorare nel mondo dello spettacolo. Partecipò come ospite o concorrente a diversi reality show americani, tra cui Celebrity Apprentice, Celebrity Family Feud e Dancing With the Stars. In seguito lanciò anche una propria linea di salsa per la pasta e salì sul palco di Broadway nel musical Bullets Over Broadway, tratto dal film di Woody Allen.
Il ricordo del manager
A ricordarlo con commozione è stato il suo storico manager Robert Attermann, che lo rappresentava da oltre trent’anni. “Ho avuto il privilegio di rappresentare Vinny per più di trent’anni, molto prima che I Soprano lo trasformasse in un volto conosciuto in tutto il mondo", ha dichiarato. Poi ha aggiunto: “Per il pubblico resterà sempre l’indimenticabile Big Pussy, ma per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo era molto di più. Amava profondamente il suo lavoro ed era sempre disponibile con i giovani attori, ai quali offriva consigli, sostegno e incoraggiamento con grande generosità”.
L’affetto del quartiere
Nonostante la fama internazionale, Pastore non aveva mai interrotto il legame con la comunità italoamericana del Bronx e della contea di Westchester. Continuava a frequentare il circolo sociale del quartiere dove, dopo il successo della serie, era stata appesa una sua fotografia. Quando nella fiction venne rivelato che Big Pussy collaborava con l’Fbi, gli amici decisero ironicamente di togliere il ritratto dalla parete. Lo stesso Pastore raccontò divertito: “Per loro non contava che stessi solo recitando. Una spia è sempre una spia”. Dopo la morte del personaggio nella serie, però, la fotografia tornò al suo posto. “Mi hanno perdonato”, raccontò sorridendo. “Almeno la mia foto è tornata sul muro”.
