Paola Turani ha ufficialmente detto addio al red carpet della Mostra del Cinema di Venezia. Dopo dieci anni di passerelle, la modella ha deciso di chiudere il capitolo della sua vita legato al Lido: «Non tornerò a Venezia. Sento che è giusto. Lascio spazio alle ragazze più giovani e sono contenta così».
L’influencer bergamasca lo ha confermato sulle pagine del Corriere della Sera, dove ha parlato della sua vita divisa tra social, moda, pittura e famiglia. Tredici anni da influencer, oggi vissuti con meno ansia (“Mi piace sempre condividere, ma un po’ meno”), la scelta di proteggere il figlio dall’esposizione sui social, le difficoltà affrontate durante la gravidanza, l’amore con Riccardo (“Tiene ordine nella mia vita. Dove non arrivo io, arriva lui. E viceversa”) e la passione per l’arte (“La pittura mi ha fatto capire che era il momento di cambiare un po’ la mia vita, di stare più offline”).
Gli inizi difficili e la scelta di dettare le proprie regole
Prima dei successi sul web e dei red carpet, però, Paola Turani ha conosciuto il lato più difficile del mondo della moda, tra sacrifici, insicurezze e ostacoli che ha dovuto affrontare da giovanissima. “E’ stato duro. A 18 anni viaggiavo già per il mondo. Erano i primi anni 2000 e gli standard erano rigidissimi: iper magrezza. Ho attraversato un periodo in cui mangiavo veramente poco. Colazione e poi due frutti in tutta la giornata. Si saltavano i pasti, era un meccanismo pericoloso. Non si andava neanche in palestra perché non bisognava mettere muscoli”, ha raccontato Paola Turani, spiegando: “Soffrivo tantissimo. Ero da sola, la mia famiglia e gli amici erano a Bergamo e non riuscivo a costruire legami. A un certo punto ho capito con lucidità che mi stavo rovinando. E ho avuto la forza di tornare a casa dai miei genitori. E di mollare anche Milano”.
La scelta di non piegarsi alla logica di un mondo fatto di canoni irraggiungibili l’ha portata, nel tempo, a dettare lei stessa le regole del gioco: “Quando mi sono fidanzata con Riccardo e uscivamo a cena ho riscoperto il piacere della tavola. Ho preso una taglia, sono passata a una 40-42. Ho continuato a fare la modella, ma a modo mio. Ho lasciato le passerelle. Non entravo più nei campionari. Sono diventata una modella commerciale: cataloghi, foto, tv. Sono ritornata forte: “Se mi volete sono così”. Ed è andata bene”.