(...) «Dalle prime riunioni si è capito che qualcosa non andava per il verso giusto» riprende il sindaco di Pieve di Teco. E al momento della verità la maggioranza è andata in frantumi.
Laltra notte la stessa maggioranza (rimasta con sei esponenti) si è rifiutata di sottoporre subito ad approvazione un ordine del giorno con cui lopposizione chiedeva di annullare la delibera di variante al Piano Regolatore per la realizzazione dellimpianto a biomasse. «Noi, come maggioranza - spiega il vicesindaco Brunengo - avevamo detto che argomentazioni di questo genere, prima di essere condivise da noi, andavano supportate da un preciso parere legale. Loro, invece, hanno proseguito per la loro strada. Allora, visto che i quattro consiglieri dellopposizione e i nostri tre fuoriusciti erano daccordo, abbiamo detto votatela pure questa pratica. Loro hanno risposto chiedendo la sospensione del consiglio e quando sono rientrati, anziché votare, si sono dimessi. Dico solo che ci vorrebbe un minimo di responsabilità, almeno da parte dei consiglieri di maggioranza che sono stati eletti con un mandato ben preciso».
Delfino preferisce non fare polemiche: «È brutto veder cadere un consiglio appena eletto e mi dispiace per Brunengo. Se sono deluso ? Assolutamente no - ribatte alzando per un attimo la voce - Mi hanno tolto un grosso peso, un fastidio. Non facevo il sindaco per interesse o per orgoglio personale, ma per essere utile a Pieve di Teco». Che ora sarà amministrato da un commissario, in attesa delle elezioni che si terranno nel 2008. «Ricandidarmi? A 74 anni, e dopo quanto successo, la voglia è poca...» conclude lormai ex sindaco.