Il dibattito sulle nuove disposizioni presenti del Decreto legge sulla scuola, che vietano il velo integrale nelle classi italiane, è particolarmente acceso, soprattutto da parte di chi non lo ha capito. Il presupposto è che a essere vietati sono gli indumenti che coprono integralmente il volto della donna, quindi niqab e burqa. Si tratta di vesti che non sono nemmeno indicate tra i precetti coranici ma che rappresentano l’estremizzazione di una indicazione religiosa. La sinistra si è alzata contro il provvedimento che mira a favorire l’integrazione delle studentesse nelle scuole e quel che colpisce maggiormente è che a criticare, mediante la satira dei fumetti, sia stato anche un prete.
Sì, perché mentre diversi imam hanno applaudito l’iniziativa del governo Meloni, don Giovanni Berti della diocesi di Verona, che sui social è conosciuto come Giobacomix ed è seguito da oltre 16.000 follower, ha realizzato una vignetta che coinvolge la Madonna. Nello specifico si vedono quelli che dovrebbero essere due studenti che osservano una statua della Madonna, senza velo ma e calva. Non si capisce il motivo per il quale la Madonna non abbia i capelli in questa rappresentazione del prete e i due personaggi mentre la guardano commentano: “Dev’essere per il divieto del velo in tutte le scuole”. Non è la prima vignetta di questo tipo del parroco, basta scorrere la sua bacheca per trovare numerosi esempi di satira politica, ma stavolta i commenti sono stati decisamente contrari alla sua iniziativa. C’è chi è andato oltre con insulti riprovevoli nei confronti del don, da condannare senza se e senza ma, ma c’è anche chi ha cercato di capire il motivo per il quale un prete arrivi a fare questo tipo di pubblicità politica.
“Non me lo aspettavo da lei questo tipo di vignetta… Cosa c’entra la Madonna!!! Chi vuole ingraziarsi con questa vignetta?”, si chiede un utente sconcertato per la rappresentazione. “Non è divieto di velo ma del burqa e niqab simboli di una cultura che non ci appartiene e non è compatibile con le società liberali e democratiche dell’occidente”, fa giustamente notare un altro utente, davanti alla evidente forzatura nel post del don. E poi: “Per non passare da razzisti siete diventati pro islamici. Eccoli i nuovi partigiani”, “Secondo Lei a una donna, o peggio ancora una bambina, il più delle volte costretta a intabarrarsi, è concessa la stessa dignità che ha la Vergine Maria? È anche Lei come quelli che dicono ‘e allora le suore’? Le donne come quella premiata dalla vescova a capo della chiesa anglicana vengono trattate da figlie di Dio secondo Lei? Vorrei sapere che scopo ha questo Suo apostolato: compiacere i piddini? Lo trovo sconcertante. Se persino un sacerdote non ha nulla da obiettare sulla condizione della donna e delle bambine nell’Islam, quelle povere creature non avranno mai voce”.
