Nove anni fa, era il 24 luglio 2017, andò in scena un tuffo "proibito", bipartisan e a rischio multa. L'allora capogruppo della Lega Alessandro Morelli, oggi sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Marcora che era consigliere della civica del sindaco Beppe Sala e ora è sui banchi di Fratelli d'Italia, e gli altri due civici, Franco D'Alfonso e Marco Fumagalli, si tuffarono nel primo tratto della Darsena per sostenere la mozione che chiedeva a Sala di autorizzare la balneazione almeno in quell'area. Niente da fare. Un'opzione tornata alla ribalta anche l'anno scorso per far fronte alla serrata dei centri balneari ma scartata dalla giunta, per motivi di sicurezza, autorizzazioni, per i costi che andrebbero sostenuti per rendere idonea l'area e sorvegliarla. Tant'è, senza azione dimostrative in costume la Lega ci riprova. "Visto che il Comune lascia le piscine chiuse e i milanesi sono costretti ad accalcarsi nei pochissimi impianti aperti, la giunta Sala renda balneabile la Darsena, sul modello di quanto fatto a Parigi con la Senna" è la richiesta-provocazione lanciata dal consigliere e segretario provinciale Samuele Piscina con il capogruppo in Municipio 6 Giovanni Binda. "Abbiamo depositato una mozione ufficiale sia a Palazzo Marino che in Zona 6" riferiscono. Milano "sta affrontando temperature estive soffocanti e la necessità di rinfrescarsi è ormai un tema d'emergenza che colpisce soprattutto chi non ha la disponibilità economica per andare in ferie al mare - sottolineano Piscina e Binda -. Per noi l'accesso ai bagni pubblici è un diritto sociale e un presidio sanitario minimo, ma la sinistra lo sta negando alla cittadinanza. L'offerta natatoria in città è un totale fallimento. L'elenco delle strutture chiuse o indisponibili in questa estate 2026 è vergognoso: Argelati, Lido, Scarioni, Saini, Giovanni da Procida, Cambini-Fossati, Muggiano, De Marchi e Quarto Cagnino". Lavori in corso (o in ritardo, vedi il Lido) o vari bandi per la ristrutturazione e gestione andati a vuoto (vedi l'Argelati). "Nel Municipio 6, lo scandalo della chiusura pluriennale dell'Argelati che ha privato i residenti dello storico sfogo all'aperto". In pratica, gli unici centri balneari aperti quest'estate sono la piscina Cardellino, la Sant'Abbondio e la Romano. Si aggiunge la Lampugnano che è gestita dalla Fin (Federnuoto) ma apre ai privati la vasca esterna con tariffe di Milanosport, lettini e sdraio. "Visto che Palazzo Marino è incapace di riaprire i cancelli delle piscine comunali, chiediamo che si avvii subito la purificazione delle acque e il servizio bagnini per permettere il tuffo in Darsena. Se i parigini possono fare il bagno nel loro fiume - domandano i leghisti al sindaco -, perché i milanesi rimasti a soffrire il caldo in città non possono farlo nel nostro bacino più famoso? Chi resta a Milano ha il sacrosanto diritto di rinfrescarsi: se il Comune chiude le piscine, noi portiamo l'acqua ai cittadini".
Per quanto riguarda le piscine coperte, nel periodo estivo Milanosport concentra ovviamente i lavori di manutenzione e restyling che non si possono fare quando la stagione dei corsi di nuoto è avviata. Quest'estate il Comune ha chiesto di migliorare la rotazione quindi ogni settimana, rispetto a 2025 i cittadini trovano aperti un paio di impianti in più.
La piscina Arioli Venegoni chiuderà dal 20 luglio al 16 agosto, la Bacone dal 20 luglio al 2 agosto, la Carella Cantù dal 27 luglio al 30 agosto, la piscina Iseo dal 3 al 23 agosto, idem la Parri Mengoni, la Solari dal 31 agosto al 13 settembre e la Suzzani dal 24 agosto al 6 settembre.ChiCa