Al terzo posto del podio dei peggiori, questa settimana, troviamo Ilaria Salis. Mentre gli italiani festeggiavano gli ottant'anni della nostra Repubblica, l'europarlamentare di Avs si è messa a bombardare sulla parata del 2 giugno. "In un'epoca pericolosamente segnata da riarmo, militarismo e guerre sempre più vicine - ha detto - servirebbe il coraggio di compiere una scelta forte e controcorrente: abolire la parata militare del 2 giugno". Una sparata tanto inutile quanto demagogica che da una parte svilisce i sacrifici che tanti uomini e tante donne in divisa compiono per il nostro Paese e dall'altra sminuisce la storia delle forze armate e delle forze di polizia. Ovviamente questa provocazione lascia il tempo che trova, tuttavia la dice lunga sull’allergia di una certa sinistra nei confronti delle divise. Non stupisce: è sempre stato così, nelle manifestazioni di piazza come nelle proposte presentate in parlamento. Peccato che, poi, quando hanno bisogno non disdegnano del loro aiuto.
Al secondo posto c'è Elly Schlein che torna a parlare di patrimoniale. La segretaria del Pd già sogna Palazzo Chigi e nei giorni scorsi ha presentato l'agenda economica di un ipotetico governo di sinistra. E indovinate un po’ cosa c'è in cima: una nuova imposta. La proposta trova il favore dell’Europa che da tempo invita l’Italia a "spostare il carico fiscale" su patrimonio e successioni. Ma attenzione perché, subito dopo averla proposta, è corsa a ritrattare. Ad ogni modo i suoi alleati del campo largo non sono da meno: Giuseppe Conte ha proposto una tassa sugli extraprofitti, mentre Avs ha sposato la campagna "Tax the rich". "Non possiamo più rimandare un’azione efficace per redistribuire la ricchezza - ha detto Nicola Fratoianni - tassare i ricchi, i profitti delle multinazionali e i grandi patrimoni". Un vero programma da incubo.
Al primo posto abbiamo il Fatto Quotidiano. Prima la Procura generale di Milano che, dopo gli accertamenti svolti nell'ultimo mese e mezzo, conferma il parere positivo sulla grazia a Nicole Minetti smontando gli "scoop" giornalistici di certe redazioni. "Non corrispondono al vero", spiegano. Poi la Procura di Firenze che archivia le accuse a Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri e mette la parola fine sul teorema dei mandanti esterni nelle stragi di mafia del 1993. Un teorema che, nonostante le sei archiviazioni, è andato avanti per tre decenni e sul quale giudici, politici e giornalisti hanno costruito le proprie carriere. Sul caso Minetti il direttore Marco Travaglio non l'ha presa bene, tanto che è finito per minacciare la procura di Milano di querela per diffamazione: "Ci chiedono scusa altrimenti li denunciamo". Non deve essere facile per loro, dopo anni di anti berlusconismo ideologico. Come non deve essere facile per la sinistra.
Ora che l'intero castello è crollato, però, non uno che abbia il coraggio di ammettere l’errore. Così si trincerano nel silenzio e, ciechi davanti a questa lezione, useranno ancora e ancora contro i loro nemici lo stesso metodo usato per provare ad abbattere Berlusconi.