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"Tassiamo tutti i ricchi". Ma Elly ci ripensa e dice no

A Milano l’evento con Salis, Fratoianni e compagni: "Italia paradiso fiscale". Tajani: proposte assurde

"Tassiamo tutti i ricchi". Ma Elly ci ripensa e dice no
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Due caffè e due acque sette euro, i ricchi vanno tassati già alla cassa del bar del locale di Milano che ospita l'evento Tax the Rich, l'incredibile e modernissima proposta che il gruppo European Left Alliance lancia da Milano, città che grazie alla sfacciata flat tax accoglie sempre più ricconi, che "negli ultimi 40 anni hanno aumentato la loro ricchezza del 7% pagando lo 0,3% di tasse", siamo alla stangata ad personas, 79 miliardari residenti nel nostro Paese a cui basta sottrarre qualche miliardo per azzerare le differenze sociali, "i cittadini in larga maggioranza sono già favorevoli". Perché nessuno ci ha mai pensato? Ne discuteremo ma la patrimoniale non è tra le cose già condivise, ha spiegato Elly Schlein ai Giovani imprenditori di Confindustria a Rapallo, ora qualcuno lo rispieghi ai big europei della sinistra Janis Ehling (Die LInke) Irene Montero di Podemos e Manon Aubry (La France Insoumise) che i miliardari li vorrebbe proprio "bannare" perché sono "un problema della democrazia".

La piazzata della Schlein rovina la giornata a Nicola Fratoianni, alla moglie Elisabetta Piccolotti con una giacchina arancione pallido e all'europarlamentare Ilaria Salis, stretta in un tubino rosa che si concede un inconsapevole selfie con il Giornale. Tanto che persino Marco Osnato (Fdi) mette il coltello nella piaga, ironizzando sulla Schlein già in ritirata.

Troppo tardi: "I paradisi fiscali vanno distrutti", spiega la co-presidente dell'Ela Catarina Martins secondo cui "Milano è la seconda città dove è più difficile comprare casa" e l'Italia "è un paradiso fiscale grazie a questa misura presa anni prima di questa destra radicale al potere", cioè Matteo Renzi, ma meglio non nominarlo. Dobbiamo impedire che i ricchi possano trasferire la loro residenza fiscale per aggirare le regole, insiste la Salis ai presenti, ma chi lo dice all'Olanda che, come ricorda uno dei partecipanti al panel, attira imprese anche italiane e importanti?

Chi lo sa, certo è che "certe lezioni da Paesi come Brasile e Spagna vanno applicate", per questo "non bisogna tassare gli stipendi perché la gente dichiara il falso ma i patrimoni e soprattutto le case e le eredità", mentre in Italia la tassa di successione "non esiste" (Fratoianni dixit), anzi "bisogna correggere la stortura di percentuali ridicole del 3-4% e esenzioni di 1 milione di euro per ogni figlio". Risuonano slogan come "la lotta di classe", "i ricchi hanno vinto e fanno leggi contro i poveri", si invocano politici come Bernie Sanders e Lula, il premier spagnolo Pedro Sanchez ma sui giornali nessuno ne parla perché, come spiega il moderatore Matteo Pucciarelli di Repubblica, i ricchi "controllano i media", come i suoi ex editori John Elkann e Carlo de Benedetti che hanno la cittadinanza altrove proprio per pagare meno tasse, ma lui forse non se ne era mai accorto. "Il sistema fiscale deve essere fortemente progressivo", tuona la Salis, perché "rendite e patrimoni non sono tassati abbastanza, anzi l'attuale sistema fiscale non lo è, anzi è regressivo", e qui tocca riscrivere non solo le norme ma anche i manuali di economia. "La sinistra vuole tassare ciò che lasciamo ai nostri figli, beni già tassati", sottolinea il leader di Forza Italia Antonio Tajani. Elly Schlein, in serata, spegne l'entusiasmo di Avs e compagni, ripensandoci: "Ne discuteremo ma la patrimoniale non è tra le cose già condivise nel programma dell'alleanza progressista".

Anche il Movimento 5 Stelle, però, rivendica l'urgenza della misura con la dissidente Chiara Appendino, che ipotizza una progressista e progressiva "Millionaire tax contro famiglie come i Caltagirone e gli Elkann" perché in effetti "il termine generico patrimoniale è una parola logora, fuorviante e controproducente", come no. Manca solo qualcuno che chieda di tassare chi ha la Tesla, ma chi lo dice ai Fratoianni's?

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