Robot, sensori, droni e sofisticati sistemi di intelligenza artificiale scendono in campo accanto ai trattori. È l’agricoltura 4.0 che semina innovazione per produrre di più con meno risorse. E il mercato italiano dell’agritech è più che mai rigoglioso: nel 2025 ha raggiunto il valore record di 2,5 miliardi, con una crescita del 9% rispetto all’anno precedente, secondo l’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia. Tra le applicazioni più concrete i robot contadini, Oz e Ted, proposti da Consorzi Agrari d’Italia per la preparazione del terreno e la gestione mirata dei fertilizzanti, o la centralina LoRAIN che permette di monitorare le condizioni meteorologiche e pianificare di conseguenza gli interventi irrigui, con un risparmio idrico che può arrivare al 20%. L’agricoltura è infatti il principale consumatore d’acqua in Italia, con un utilizzo pari al 60% del totale, secondo il rapporto di Acea. La società guidata da Fabrizio Palermo, primo operatore idrico in Italia, è impegnata in prima linea nella gestione razionale dell’acqua. Non per niente ha acquistato nei mesi scorsi Aquanexa, realtà specializzata in tecnologie, ingegneria di rete e sensoristica avanzata per l’ottimizzazione del ciclo idrico.
Oggi, solo il 2% delle aziende agricole italiane utilizza almeno una soluzione smart, ma la tendenza è solo all’inizio.
Secondo il primo censimento europeo sulla maturità digitale del settore effettuato dal Polo innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti Next, entro il 2030 un’azienda agricola italiana su cinque adotterà strumenti di gestione direttamente basati sull’intelligenza artificiale. E otto imprese agricole tricolori su dieci sono pronte a investire nella digitalizzazione nei prossimi anni. Va in questa direzione l’ultima mossa di BF che proprio nei giorni scorsi ha acquistato per 450 milioni una partecipazione di controllo in Diagram, operatore di primo piano nello sviluppo di soluzioni tecnologiche, servizi digitali e piattaforme innovative per il settore agricolo. «L’integrazione di Diagram rappresenta un pilastro strategico per rafforzare la piattaforma tecnologica, agritech e commerciale del Gruppo BF, generando valore dall’innovazione applicata alla sicurezza alimentare globale e alla biodiversità», ha commentato Federico Vecchioni, presidente di BF.
A sostenere l’evoluzione contribuirà certamente il ricambio generazionale, con gli agricoltori giovani sempre più consapevoli delle potenzialità offerte dalla tecnologia, ma anche i risultati già osservati sul campo. L’analisi preliminare di 30 casi pilota in 20 Paesi europei ha evidenziato un ritorno positivo dell’investimento in soluzioni digitali per la maggior parte delle aziende agricole coinvolte.
Tra i principali vantaggi, un impiego più efficiente dei fattori produttivi, con la conseguente riduzione dei costi, e un miglioramento delle rese e della produttività. Non sorprende, quindi, che il tasso di abbandono dell’agritech da parte delle aziende sia praticamente nullo: chi le adotta rileva benefici in linea o superiori alle aspettative.
