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Politica economica

Al via il salone di Parigi. Faro sull’accordo Ue-Cina

Sul tavolo l’intesa sulle esportazioni di auto ibride, attesi i dettagli Torna la voglia di confrontarsi mentre sono a rischio 350mila occupati al 2030

Salone dell'Auto di Parigi 2024: tutte le novità esposte

Si prospetta un ritorno alle origini per i Saloni internazionali dell’auto? Il Mondial di Parigi, in programma da lunedì al 18 ottobre, sembra aver tutte le carte in regola per ridare lustro e importanza a rassegne, come la stessa francese e soprattutto quelle da anni giunte a fine corsa di Ginevra e Francoforte (il trasloco a Monaco di Baviera non ha lo stesso peso), che oltre a presentare al pubblico novità e concept, hanno sempre rappresentato importanti momenti di confronto tra top manager, istituzioni, associazioni e media. Il tutto attraverso contatti diretti e non, come ormai accade, soprattutto virtuali. Mai come in questo momento, infatti, dove sono in gioco presente e futuro del sistema automotive europeo (a rischio da qui al 2030 sono 350mila occupati), sempre più accerchiato dai concorrenti cinesi, risulta necessario fare squadra e passare ai fatti.

Anteprime a parte, da Parigi si attendono dettagli sul riavvicinamento di Ue e Cina dopo l’accordo sul dimezzamento dell’export di auto ibride e plug-in dal Paese del Dragone: quando sarà messo in atto; se ci saranno ritocchi anche ai dazi sulle auto elettriche cinesi; e poi l’importante intesa sul rilascio di licenze di esportazione da Pechino per terre rare e magneti permanenti. Vista la rapidità con cui Ue e Cina si sono accordate è presumibile che Pechino abbia dato garanzie ai propri costruttori. Tutti argomenti al centro del Consiglio europeo di giovedì e venerdì con il dossier Cina tra i principali temi.

«Bene l’intesa, è un passo avanti per allentare le tensioni», il commento di Acea (rappresenta i costruttori europei), che in una nota ha ricordato la quota dell’export di Pechino nel primo semestre del 2026: 14% per le ibride, 25% per le ibride plug-in, entrambe in forte aumento rispetto al 2024.

Al Mondial di Parigi il blocco occidentale (28 case europee contro 24 del Dragone) sarà rappresentato, in particolare, dai tre big - Stellantis, Renault e Volkswagen - che porteranno a Porte de Versailles una valanga di novità e concept, anche puntando sulla nostalgia e l’emozione. Per Stellantis saranno presenti, con il management, il presidente John Elkann, il ceo Antonio Filosa e il capo per l’Europa, Emanuele Cappellano. Un’occasione per parlare delle strategie del gruppo e delle prossime mosse anche sul fronte delle partnership allo studio, con un occhio a Cassino e Mirafiori (il modello aggiuntivo è stato sollecitato ai vertici, dopo i sindacati, anche dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e dal sindaco di Torino, Stefano Lo Russo). Stellantis, da parte sua, svelerà nove concept, tra cui l’Alfa Romeo Cuorerosso e la riproposta del mito Citroen 2Cv, e oltre 60 vetture di otto marchi con la nuova Lancia Gamma.

«Gli organizzatori del Salone - afferma Gianmarco Giorda, nella veste di membro del board di Oica, l’organizzazione internazionale dei costruttori - si aspettano il pienone di visitatori e, al di là dei brand cinesi molto presenti, è importante la risposta di quelli tradizionali, come Stellantis e i tedeschi. Evidentemente è tornata la voglia, da parte dei consumatori, di toccare e vedere i prodotti esposti».