Cinque giorni in più per tenere sotto controllo il conto alla pompa e, soprattutto, per trovare una soluzione meno onerosa per le casse pubbliche. Il governo si prepara a prolungare fino al 10 settembre lo sconto sul diesel introdotto a fine agosto, rinviando di fatto alla prossima settimana il passaggio dagli interventi generalizzati a misure più mirate. Una proroga minima, finanziata attraverso il nuovo extragettito Iva generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti, che consentirà all’esecutivo di evitare un brusco rialzo immediato dei listini mentre si definisce la nuova architettura degli aiuti.
Cinque giorni costano circa 50 milioni
I tecnici del Tesoro avrebbero completato il calcolo delle maggiori entrate Iva accumulate con il rincaro dei carburanti. La cifra definitiva non è stata ancora comunicata, ma dovrebbe collocarsi nell’ordine dei 50 milioni di euro, una somma sufficiente a coprire quasi integralmente la nuova proroga. Il riferimento è il precedente extragettito da 20,8 milioni, utilizzato per finanziare appena due giorni di riduzione delle accise, con un costo stimato attorno ai 10,4 milioni al giorno. Applicando lo stesso parametro, mantenere lo sconto per altri cinque giorni richiederebbe poco più di 52 milioni di euro. Resta invariata anche l’entità dell’intervento deciso a fine agosto: una riduzione complessiva di 17 centesimi al litro sul diesel, composta da circa 14 centesimi di minore accisa e da altri 3 centesimi legati all’effetto dell’Iva. Il provvedimento dovrebbe essere formalizzato attraverso un decreto interministeriale tra Economia e Ambiente.
Cambia il modello degli aiuti
La proroga, però, rappresenta soprattutto un ponte verso un sistema differente. L’intenzione del governo è infatti quella di abbandonare progressivamente lo sconto generalizzato, ritenuto troppo costoso perché riconosciuto indistintamente a tutti gli automobilisti, e concentrare le risorse sulle fasce economicamente più esposte. Il nuovo pacchetto dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri nella prossima settimana. Tra le soluzioni allo studio figurano bonus carburante o strumenti dedicati alle famiglie con redditi più bassi, insieme a misure specifiche per i settori che sopportano maggiormente l’aumento dei costi energetici. Particolare attenzione viene riservata all’autotrasporto, ma nelle valutazioni dell’esecutivo sarebbero entrati anche lavoratori dipendenti, autonomi e titolari di partita Iva, con criteri di accesso ancora da definire.
La partita sulla platea e sul criterio Isee
Il punto più delicato riguarda proprio la scelta dei beneficiari. Matteo Salvini ha chiesto che tra le categorie protette rientrino camionisti, agricoltori e pescatori, insieme agli agenti di commercio, contestando l’ipotesi di affidare esclusivamente all’Isee la selezione di chi avrà diritto al sostegno. Il rischio, dal punto di vista politico, è infatti quello di lasciare fuori lavoratori che utilizzano quotidianamente il carburante come fattore produttivo. La discussione si intreccia con un quadro dei prezzi ancora teso. Secondo i dati Istat, ad agosto l’inflazione avrebbe registrato un’accelerazione fino al 3,3%, con una componente energetica tornata a esercitare una forte pressione sull’indice generale. È anche per questo che Palazzo Chigi cerca una soluzione capace di ridurre l’impatto sui bilanci familiari senza trasformare il taglio delle accise in una misura permanente.
Resta aperto il fronte con le società energetiche
Rimane infine aperta la questione delle coperture per gli interventi successivi al 10 settembre. Una delle ipotesi è utilizzare almeno in parte un prelievo sugli extraprofitti energetici, soluzione sostenuta dalla Lega ma contestata dalle imprese del settore. Forza Italia continua invece a mostrare maggiore cautela e guarda con più favore alla possibilità di un contributo concordato con le aziende. La mini-proroga consente dunque al governo di acquistare qualche giorno e di scongiurare nell’immediato un rialzo automatico del prezzo del diesel. Ma la scelta decisiva resta soltanto rinviata: dal 10 settembre bisognerà stabilire chi continuerà a ricevere sostegno, con quali criteri e soprattutto attraverso quali risorse. Il passaggio da uno sconto universale a un sistema selettivo sarà il vero banco di prova della strategia dell’esecutivo contro il nuovo caro carburanti.
