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Politica economica

Manovra, Leo apre il cantiere fiscale: Irpef al 33% fino a 60 mila euro e flat tax per i giovani. “Prima servono le coperture”

Ogni intervento resta legato alla disponibilità delle risorse. Intanto il nuovo codice tributario punta al Consiglio dei ministri di ottobre: otto testi unici per riordinare 44 provvedimenti

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La prossima manovra comincia a prendere forma sul terreno fiscale, ma prima delle misure viene il nodo delle risorse. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, intervenendo a Telefisco del Sole 24 Ore, ha confermato le ipotesi già emerse: estensione del taglio Irpef, flat tax per i giovani, incentivi alle imprese che assumono e possibile ritorno della cedolare secca sugli immobili commerciali. Tutto, però, resta legato a una “precondizione: la copertura”, mentre sullo sfondo procede anche il riordino del sistema tributario.

Irpef, il 33% anche tra 50 e 60 mila euro

Il primo fronte è quello dell’Irpef e riguarda la fascia di reddito compresa tra 50 e 60 mila euro. “L’ho sostenuto ormai da diverso tempo - spiega Leo - e mi fa piacere che tutti si stiano allineando su questa strada e di applicare l’aliquota del 33% anche per la fascia di redditi che va da 50 a 60.000 euro”. L’obiettivo è quindi ampliare l’area sottoposta all’aliquota del 33%, intervenendo sul prelievo che grava sui redditi medio-alti. Il tema si inserisce in un sistema nel quale il gettito è fortemente concentrato. Secondo il rapporto di Itinerari Previdenziali nel 2025 hanno presentato una dichiarazione dei redditi 42,8 milioni di persone, mentre 34,1 milioni hanno versato almeno un euro di Irpef. I redditi prodotti nel 2024 e dichiarati nel 2025 sono ammontati a 1.076 miliardi di euro, con un gettito Irpef di 216,24 miliardi. Il 18,78% dei contribuenti con redditi da 35 mila euro in su paga il 65% dell’intera Irpef.

Flat tax per i giovani e incentivi alle assunzioni

Il secondo capitolo riguarda il lavoro giovanile. “L’altro tema di cui ha già parlato il ministro Giorgetti, ma vedremo poi come dovrà essere articolato, riguarda i giovani. Pensare ad un meccanismo di flat tax per dei redditi che vengono corrisposti ai giovani”, ha spiegato Leo. Modalità e limiti devono ancora essere definiti, ma l’obiettivo indicato è quello di utilizzare la leva fiscale come incentivo all’occupazione. “Penso che possa essere un ulteriore incentivo all’occupazione. A questo accompagnerei, vedremo appunto quali saranno i limiti, un ulteriore incentivo anche alla alle imprese che possono dar corso a queste assunzioni”, ha aggiunto il viceministro. L’ipotesi, dunque, è di intervenire sia sui redditi dei giovani sia sul fronte delle aziende, sostenendo le imprese che decidono di procedere con nuove assunzioni.

Cedolare secca, l’ipotesi per gli immobili commerciali

Nel cantiere della manovra entra anche il tema degli immobili commerciali. Leo ha richiamato la misura introdotta nel 2019: “L’altro tema che penso si possa realizzare, appunto, con le precondizioni che dicevo, è quello degli immobili commerciali: nel 2019 fu fatta una misura, fu adottata una misura che era mirata a applicare la cedolare secca per gli immobili commerciali”. Anche in questo caso il viceministro lascia aperto il perimetro dell’intervento: “A certe condizioni, entro certi limiti penso che si possa adottare”.

Codice tributario verso il Cdm: “Una rivoluzione copernicana”

Parallelamente alla manovra procede il lavoro sul codice tributario, che secondo Leo dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri a ottobre. “Voglio dare una novità perché voi sapete che gli otto testi unici che rappresentano una rivoluzione copernicana: abbiamo racchiuso 44 provvedimenti in otto testi unici”, ha spiegato. Il progetto punta anche sulla semplificazione, con uno strumento digitale destinato al sito del Dipartimento delle Finanze. “Stiamo lavorando e penso che avremo modo di presentarlo nei prossimi giorni su un software che poi sarà disponibile sul sito del Dipartimento delle Finanze dove abbiamo messo dei raccordi tra la vecchia normativa e la nuova normativa”. L’obiettivo, ha aggiunto Leo, è “semplificare la vita degli addetti ai lavori: basta andare sulla vecchia norma e in automatico conosciamo la nuova norma”. E sul valore del riordino il viceministro insiste: “Se non ricordo male già ne parlò in un saggio Ezio Vanoni nel 1938. Quindi a distanza di 90 anni noi realizziamo”.

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