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Politica economica

Dal Friuli ai Balcani, parte il tavolo sulle comunità energetiche transfrontaliere

Da Colloredo di Monte Albano prende il via il confronto nazionale promosso dall’IFEC sullo scambio di energia rinnovabile tra Paesi confinanti. Il progetto pilota Friuli-Goriška guarda ora al Corridoio 8 dei Balcani

comunità energetiche transfrontaliere

Parte dal Friuli Venezia Giulia il confronto sulle comunità energetiche rinnovabili transfrontaliere, pensate per consentire la condivisione di energia anche tra territori appartenenti a Stati diversi. Al Castello di Colloredo di Monte Albano si è riunito il Tavolo di lavoro del Forum italiano delle Comunità Energetiche (IFEC), con rappresentanti delle istituzioni, operatori di rete ed esperti italiani e sloveni e contributi arrivati anche da Albania, Macedonia del Nord e Montenegro.

Al centro dei lavori c’è l’esperienza della Comunità Collinare del Friuli, capofila del progetto pilota «Cross-Border Energy Community Friuli-Goriška», selezionato dalla Commissione europea e sviluppato insieme alla Fondazione RECOCER e ai partner sloveni GOLEA e Center zelenih tehnologij.

Il progetto affonda le radici nel percorso avviato nel 2019 con RECOCER e proseguito nel 2025 con la nascita dell’omonima Fondazione. Oggi coinvolge sedici Comuni e conta 35 impianti fotovoltaici installati su edifici pubblici, per una capacità complessiva di circa 2 megawatt.

«Con lo stesso spirito pionieristico ci stiamo occupando di un tema che, come terra di confine, sentiamo particolarmente», ha spiegato il presidente della Comunità Collinare del Friuli, Luigino Bottoni. Le comunità energetiche transfrontaliere, ha aggiunto, possono diventare uno strumento per «mettere in dialogo realtà, popolazioni e Stati diversi».

Un concetto ripreso anche dal presidente della Fondazione RECOCER, Filippo Bisaro, secondo il quale la transizione energetica non può essere ridotta alla sola realizzazione degli impianti. «È innanzitutto una questione di persone: enti pubblici, imprese e cittadini», ha sottolineato, osservando come il confine possa trasformarsi da limite a punto d’incontro tra territori.

Il quadro normativo europeo poggia sulle direttive dedicate alle energie rinnovabili e al mercato elettrico. In Italia un passaggio centrale è rappresentato dal decreto CACER del dicembre 2023, che all’articolo 15 disciplina anche la possibilità di realizzare configurazioni energetiche tra Paesi confinanti.

Resta tuttavia da costruire una parte del percorso operativo, a cominciare dal riconoscimento degli incentivi oltre frontiera. Sul piano infrastrutturale esistono già collegamenti elettrici tra Italia e Slovenia e tra Italia e Montenegro, mentre è previsto lo sviluppo dell’interconnessione con l’Albania.

Ed è proprio dall’asse tra Italia e Slovenia che il progetto punta ad allargarsi verso i Balcani. Sergio Olivero, dell’Energy Center del Politecnico di Torino e coordinatore dei quattro Tavoli del Forum, ha indicato come prospettiva il cosiddetto «Corridoio 8», coinvolgendo Italia, Montenegro, Albania, Macedonia del Nord, Bulgaria e Romania.

«L’energia non ha confini», ha spiegato Olivero. L’obiettivo è costruire un percorso comune tra Paesi con normative, sistemi energetici e livelli di sviluppo differenti, facendo delle comunità transfrontaliere uno degli strumenti per avvicinare il mercato energetico europeo.

Dal fronte balcanico, Tea Sinamati, esperta ambientale e membro del board della Fondazione SIEGRA in Albania, ha evidenziato il valore del Corridoio 8 per «la connettività, lo sviluppo economico e la collaborazione tra Albania, Italia e gli altri Paesi europei».

Nel corso della giornata il Tavolo ha affrontato anche gli aspetti più tecnici: regole per la condivisione dell’energia, reti, governance e sostenibilità economica. I risultati confluiranno nei «quaderni di approfondimento» elaborati dai quattro gruppi di lavoro dell’IFEC, dedicati alle comunità energetiche transfrontaliere, ai meccanismi di incentivo dopo il 2027, ai modelli di business e alle forme di aggregazione.

I primi documenti saranno presentati in occasione della sesta Conferenza nazionale sulle comunità energetiche, prevista entro la fine dell’anno a Roma presso il Gestore dei Servizi Energetici. L’obiettivo, ha spiegato Paolo Storti del World Energy Council Italia, è mettere il lavoro dei Tavoli «a supporto delle istituzioni» e trasformare il confronto tecnico in proposte concrete.

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