Assist dalla Cassazione per salvare l’area a caldo di Taranto. Quando i giochi sembravano fatti - a irrompere al tavolo tra governo e sindacati sulle misure occupazionali propedeutiche a traghettare i dipendenti dalla chiusura degli altoforni alla vendita dell’area a freddo - è sceso in campo il tribunale di terzo grado che ha disposto (a sorpresa) di esprimersi il 20 ottobre sulla decisione della Corte d’Assise di Milano che aveva messo una pietra tombale alla produzione primaria del siderurgico.
Una data chiave (antecedente allo spegnimento dell’area a caldo previsto per il 26 ottobre) che riaccende la speranza di poter mantenere in vita uno o più altoforni. Un mese di tempo, dunque, per conoscere l’inequivocabile e definitivo giudizio di legittimità sulla vicenda che sta assumendo caratteristiche legali grottesche. A cascata, la notizia ha congelato il tavolo sulla cig e sulle misure straordinarie per l’indotto e ha spinto le imprese a revocare nuovamente i 2.500 licenziamenti.
A seguito della fissazione da parte della Corte di Cassazione dell’udienza a Sezioni Unite, ora i commissari proporranno alla stessa Corte di appello di congelare il dl fino alla pronuncia. Obiettivo: mantenere accesi anche solo in fase di riscaldo gli altoforni.
A questo punto, si profilano due scenari. Il primo è che la Cassazione confermi quanto disposto, e la seconda è che la decisione non dissenta nel merito, ma dia all’azienda la possibilità temporale di porre rimedio sul fronte ambientale, completando lo smaltimento dell’amianto e indicando i livelli di Pm10 da rispettare. Una possibilità che terrebbe in vita l’area a caldo mentre va in scena la transizione verso i forni elettrici che necessita di almeno quattro anni.
Tornando ai piani su Taranto, tra le varie misure illustrate a Palazzo Chigi, è prevista anche l’istituzione di un commissario straordinario per gli investimenti e la reindustrializzazione, che è stato individuato nel responsabile unico del Cis (Contratto Istituzionale di Sviluppo), Dario Iaia.
Soddisfatti i sindacati: «Il governo ha mostrato la volontà di intervenire per le imprese dell’indotto, con crediti pregressi e ammortizzatori straordinari unici in deroga. Per i lavoratori diretti c’è la disponibilità di discutere di strumenti straordinari, anche di risarcimento, partendo dai lavori usuranti e da pre-pensionamento», ha detto il segretario generale della Uilm Davide Sperti spiegando che il tavolo è riaggiornato alla prossima settimana.
